Piloni solleva la questione in Consiglio regionale
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Redazione Sport
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Intervenendo in Consiglio regionale prima dell'avvio dei lavori, il consigliere del Pd Matteo Piloni ha chiesto conto al presidente Fontana dell'esclusione di numerose glorie sportive dalla schiera dei tedofori, quei diecimila e uno designati a portare la fiaccola olimpica attraverso l'Italia in vista dei Giochi di Milano-Cortina. La questione, che tocca il cuore della rappresentanza e del riconoscimento del merito sportivo, era stata già sollevata da alcuni atleti di chiara fama, come il campione olimpico di canottaggio Gianluca Farina, il quale – nonostante i trionfi a Seul e Barcellona – si è trovato tra gli illustri esclusi, esprimendo pubblicamente il suo rammarico per una scelta che ha lasciato molti perplessi.
Il mercato parallelo del kit ufficiale
Accanto a questa polemica, se ne accende un'altra di natura ben diversa, che riguarda non l'onore di portare la torcia ma il suo valore di mercato. Su alcune piattaforme digitali dedicate alla compravendita dell'usato, infatti, è comparsa in questi giorni una nutrita offerta del merchandising ufficiale distribuito ai tedofori: tute integrali, berretti, guanti, zaini e persino i sacchetti. Chi ne fa parte, dopo aver concluso il proprio tratto di percorso, sembra aver valutato l'opportunità di trasformare l'esperienza in un affare, mettendo in vendita il kit completo a prezzi che, per l'intero set, possono sfiorare e superare i millecinquecento euro, escludendo le spese di spedizione.
Prezzi da capogiro e uno spirito discutibile
Si tratta di cifre considerevoli, che poco sembrano conciliarsi con i principi di condivisione e passione solitamente associati al simbolo dei Cinque Cerchi. La libertà di ciascun individuo di disporre dei propri oggetti è fuori discussione, com'è ovvio, ma la scelta di numerosi tedofori di mettere all'asta online l'intero equipaggiamento, appena dopo averlo indossato, solleva interrogativi sulla percezione del ruolo stesso. Quel ruolo, che ha un'importanza istituzionale e simbolica notevole, viene così a scontrarsi con una logica commerciale immediata, lasciando trapelare uno spirito che molti definirebbero distante dall'essenza stessa dell'evento olimpico.
Un viaggio della fiaccola tra luci e ombre
Il viaggio della torcia, il cui percorso si concluderà il 6 febbraio 2026 con l'accensione del braciere allo Stadio San Siro di Milano, procede dunque tra luci e ombre. Da un lato, le contestazioni sull'esclusione di campioni che hanno scritto la storia dello sport italiano; dall'altro, le pratiche di chi ha scelto di monetizzare immediatamente un bene donato, trasformando un momento di celebrazione collettiva in un'occasione per trarre un vantaggio economico personale. Due facce di una stessa medaglia, che mostrano come intorno al grande evento si intreccino dinamiche non sempre allineate con i valori che le Olimpiadi dichiarano di voler promuovere.




