Bugetti a Prato, il M5S valuta l’addio alla giunta. FdI accusa: «Nascosta l’assunzione»
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Redazione Interno
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La maggioranza di campo largo a Prato mostra le prime crepe, mentre il Movimento Cinque Stelle lascia intendere che potrebbe ritirare il proprio sostegno alla giunta guidata dalla sindaca Ilaria Bugetti (Pd). A lanciare l’avvertimento è la coordinatrice regionale pentastellata Irene Galletti, che in vista dell’interrogatorio della prima cittadina – previsto giovedì a Firenze nell’ambito dell’inchiesta per corruzione – ha dichiarato: «Se dovessero emergere elementi incompatibili con il nostro sostegno, agiremo di conseguenza». Una presa di distanza netta, che arriva dopo le accuse dei pm, secondo i quali Bugetti sarebbe «ricattabile» a causa dei suoi legami con un sistema di presunti favori tra politica, imprenditoria e massoneria.
Fratelli d’Italia, dal canto suo, accusa la sindaca di aver «nascosto l’assunzione» di una dipendente comunale, un dettaglio che si aggiunge alle ombre già esistenti sul suo operato. L’indagine, che vede coinvolti anche imprenditori locali, tra cui Riccardo Matteini Bresci – indicato come il corruttore –, dipinge un quadro in cui la politica avrebbe tessuto rapporti privilegiati con il mondo degli affari, facilitati da logiche massoniche. «Ilaria è stata già benedetta: abbiamo per 5 anni qualcuno che ci ascolta», avrebbe detto Bresci in una conversazione intercettata, rivelando non solo la presunta ricerca di vantaggi, ma anche la volontà di apparire influente.
Intanto, la Rai finisce nel mirino delle polemiche per la gestione dei precari, con accuse di disparità tra i giornalisti assunti nelle precedenti gestioni e quelli assunti ora. Mentre i progressisti denunciano una «Rai meloniana», il direttore di Rai 3, Franco Di Mare, è sotto pressione per le scelte editoriali, in un clima che vede contrapposte diverse fazioni politiche.




