Milano, un femminicidio in via Iglesias: lui la uccide e poi tenta il suicidio
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Redazione Interno
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Nella tarda serata di ieri, il silenzio di via Iglesias, una strada privata nel quartiere Gorla, è stato lacerato da urla disperate. A interrompere la routine di un normale martedì d’ottobre sono stati i concitati allarmi dei vicini, i quali, sentendo grida agghiaccianti provenire da un appartamento al civico 33, non hanno esitato a contattare il numero unico di emergenza. Quello che si è consumato all’interno di quelle mura domestiche, un luogo che dovrebbe incarnare sicurezza e intimità, ha assunto rapidamente i contorni di una tragedia annunciata, culminata in un epilogo di sangue e dolore. La dinamica, per quanto ricostruita nelle sue linee essenziali dagli investigatori, delinea una furia omicida scatenata, a quanto pare, dalla decisione della donna di porre fine a una relazione.
La richiesta d'aiuto dal terrazzo
La vittima, una giovane di 29 anni, ha tentato invano di sfuggire alla violenza del suo aggressore, rifugiandosi sul balconcino della propria abitazione nella speranza di attirare l’attenzione di qualcuno. Quel gesto estremo di supplica, purtroppo, non è bastato a salvarla dalla furia del compagno, un uomo di 52 anni che, stando a quanto emerso, l’ha raggiunta e colpita ripetutamente con un coltello. I testimoni, sebbene sconvolti, hanno riferito di avere assistito alla scena, contribuendo così a fornire ai soccorritori un quadro immediato della gravissima situazione che si stavano per trovare ad affrontare.
L'intervento dei soccorsi e il tentativo di suicidio
All’arrivo delle forze dell’ordine e del personale sanitario, il quadro apparve subito nella sua drammatica completezza: la giovane donna era ormai priva di vita, uccisa da diverse coltellate inferte con una brutalità che lascia pochi dubbi sulle intenzioni del suo aggressore. L’uomo, dal canto suo, era stato trovato in condizioni altrettanto critiche; dopo avere portato a termine il suo gesto omicida, avrebbe infatti tentato di togliersi la vita, procurandosi lesioni gravissime, forse al collo, in un estremo e insensato tentativo di fuga dalla realtà e dalle conseguenze delle proprie azioni. I sanitari, nonostante la constatazione del decesso per la donna, si sono adoperati per prestare le prime cure all’uomo, il cui stato è stato giudicato così serio da richiedere un immediato trasferimento all’ospedale Niguarda, dove rimane ricoverato in prognosi riservata.
Le indagini della polizia
Sul posto è scattato immediatamente il protocollo d’indagine coordinato dalla procura, con gli agenti che hanno iniziato a raccogliere le testimonianze dei residenti e a periziare la scena del delitto per acquisire ogni elemento utile. L’ambiente domestico, che ora reca i segni indelebili della violenza, è stato posto sotto sequestro, diventando il fulcro delle attività investigative volte a ricostruire con precisione ogni singolo minuto che ha preceduto la tragedia. Sebbene la dinamica appaia chiara, gli accertamenti si concentrano ora sul movente, che sembra ruotare attorno a una lizia scoppiata per la volontà della donna di interrompere la convivenza, un dettaglio che, se confermato, inserirebbe questo omicidio nel novero, purtroppo sempre più nutrito, dei femminicidi.




