Chivu, la panchina e l'anima da calciatore: l'Inter vince così
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Redazione Sport
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Testate, vestiti strappati, bottigliette per aria: Cristian Chivu i gol dell'Inter li vive con un trasporto che trascende il ruolo di allenatore, quasi che la sua identità, profondamente legata al club, sia rimasta quella del calciatore che per anni ha vestito la maglia nerazzurra. Urla, esulta, indica, bacia, abbraccia: un linguaggio del corpo eloquente, che non ammette filtri e che, durante la vittoria al Bentegodi, ha toccato il suo apice dopo l'autogol decisivo, arrivato a tempo quasi scaduto, che ha consegnato all'Inter tre punti di un peso specifico eccezionale nella corsa allo scudetto.
Il turnover e la distanza tra titolari e gregari
La trasferta di Verona, peraltro, ha offerto una risposta chiara, sebbene scomoda, a un interrogativo cruciale: l’Inter può davvero rinunciare ai suoi titolarissimi? La risposta, stando a quanto visto in campo, è negativa, o quantomeno suggerisce una certa cautela; la differenza tra chi, all’interno del gruppo, è considerato un protagonista assoluto e chi invece ricopre il ruolo di gregario, per quanto valido, rimane ancora troppo marcata. Sebbene il calendario imponga un turnover quasi obbligato e il confine tra titolari e panchinari si sia fatto più labile proprio con l'arrivo di Chivu, la partita ha dimostrato come la squadra, in assenza di alcuni suoi pilastri, fatichi a esprimere lo stesso potenziale.
I numeri di una vittoria in extremis
Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, l'autogol del veronese Martin Frese, realizzato al 92’ 59”, rappresenta il più tardivo di cui l'Inter abbia mai beneficiato in Serie A; la formazione nerazzurra, non a caso, è anche quella che nel 2025 ha tratto vantaggio dal maggior numero di autogol avversari. A ciò si aggiunge una curiosa coincidenza temporale: l'ultimo gol più tardivo a favore dell'Inter in campionato era stato segnato da Davide Frattesi, che aveva deciso la sfida contro l'Udinese nell'aprile dello scorso anno.
L'empatia di un allenatore e il cuore dei tifosi
Le immagini di Cristian Chivu che esulta con Alessandro Bastoni e con i suoi giocatori per una vittoria definibile come "sporca", ma di un'importanza vitale, sono diventate immediatamente virali, raccontando, forse più di qualsiasi analisi tattica, la sofferenza patita in un match che poteva facilmente sfuggire di mano. Quell'intensità, quella partecipazione viscerale con le quali mister Chivu accompagna ogni azione della sua squadra, sono le stesse che fanno battere il cuore dei tifosi a ritmi spropositati, creando un'identificazione immediata tra l'uomo in panchina e la piazza.




