Via libera della Bce, Unicredit può prendere il controllo di Commerzbank
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Redazione Economia
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UniCredit ha ottenuto dalla Banca centrale europea l'autorizzazione a superare la soglia del 30% di partecipazione azionaria in Commerzbank e ad aumentare ulteriormente la propria quota, senza limiti massimi. Si tratta di un passaggio decisivo nel percorso che porterà il gruppo guidato da Andrea Orcel ad assumere il controllo della seconda banca tedesca, un'operazione che ridisegna gli equilibri del settore bancario europeo.
Il via libera di Francoforte, annunciato il 15 ottobre 2026, consente all'istituto di Piazza Gae Aulenti di convertire in azioni proprie i titoli Commerzbank già detenuti e di proseguire nell'acquisizione senza i vincoli finora imposti dalla vigilanza.
Una tappa attesa dopo mesi di trattative
L'autorizzazione della Bce rappresenta il tassello normativo più rilevante dell'intera operazione, avviata nel settembre 2024 con l'ingresso di UniCredit nel capitale di Commerzbank. Nella nota diffusa dalla banca milanese, la decisione viene definita «una tappa fondamentale nell'acquisizione di Commerzbank», a conferma della «valutazione positiva sulla transazione da parte della Bce» e della fiducia nei solidi fondamentali del gruppo.
Il via libera non giunge inatteso: la stessa amministratrice delegata di Commerzbank, Bettina Orlopp, aveva dichiarato nei giorni precedenti che le autorizzazioni regolamentari erano attese entro la fine dell'anno o al più tardi all'inizio del successivo.
Il percorso verso il 50% dei diritti di voto
Secondo quanto indicato da UniCredit, il completamento dei restanti passaggi regolamentari e il soddisfacimento delle condizioni necessarie per chiudere l'offerta su Commerzbank sono previsti verso la fine dell'anno. A quel punto, il gruppo italiano deterrà circa il 50% dei diritti di voto nella banca tedesca e potrà assumerne il controllo.
Il percorso verso questa soglia era già stato tracciato nei mesi scorsi: a luglio, al termine del periodo di adesione all'offerta pubblica di scambio, UniCredit aveva raccolto adesioni pari al 17,6% del capitale, che sommate alla quota di circa il 30% già detenuta hanno portato la partecipazione complessiva al 47,59%. Escludendo dal computo le azioni proprie di Commerzbank, che non hanno diritto di voto, la percentuale di diritti effettivi in mano a UniCredit risultava già pari al 49,65%.
La partita della governance e le resistenze tedesche
Con il raggiungimento della soglia del 50% dei diritti di voto, UniCredit potrà convocare un'assemblea straordinaria e intervenire sugli assetti di governance di Commerzbank, a partire dalla composizione del consiglio di sorveglianza e dal vertice esecutivo. Orcel ha già manifestato l'intenzione di rinnovare ampie fasce del board e di sostituire l'alta dirigenza, compresa l'amministratrice delegata Bettina Orlopp. L'operazione ha però suscitato forti resistenze in Germania.
Il governo federale, che detiene una quota vicina al 13% di Commerzbank, ha definito l'esito dell'operazione «inaccettabile» e ha chiesto garanzie sul mantenimento della sede a Francoforte, sulla tutela dell'occupazione e sul sostegno alle piccole e medie imprese tedesche. Il sindacato Ver.di, attraverso il segretario Frederik Werning, membro del consiglio di sorveglianza, ha esortato governo e Bce a utilizzare ogni strumento per bloccare l'operazione.
I prossimi passaggi regolamentari
Nonostante il via libera dell'Eurotower, l'iter non è ancora concluso. Sul dossier dovranno pronunciarsi le autorità europee competenti per i servizi finanziari e la concorrenza, mentre un ulteriore nullaosta è atteso dalla vigilanza polacca per la presenza di mBank nel perimetro di Commerzbank. A Bruxelles potrebbero essere richiesti eventuali rimedi sul fronte concorrenziale. Una volta completate tutte le procedure, UniCredit assumerà il controllo effettivo della banca tedesca, dando forma a uno dei maggiori consolidamenti bancari transfrontalieri degli ultimi anni.
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