Giorgetti punta a rendere strutturali iper e superammortamenti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, ha espresso la propria convinzione che uno degli interventi più significativi, i quali potrebbero essere perfezionati durante l'iter parlamentare della manovra, riguardi proprio i meccanismi degli iperammortamenti e dei superammortamenti. Questi strumenti, come ha sottolineato in un recente intervento al Festival Città Impresa, forniscono un impulso quasi automatico alle imprese, spingendole verso il rinnovamento degli asset produttivi e verso investimenti che, in assenza di tali incentivi, risulterebbero più onerosi e quindi potenzialmente rimandati. La loro efficacia, del resto, è stata dimostrata in passato, fungendo da potente leva per sostenere la domanda di beni capitali in settori strategici per il sistema industriale nazionale.

La ricerca di una soluzione pluriennale

L'auspicio di Giorgetti, che il governo cercherà di tradurre in una soluzione concreta, è quello di rendere queste agevolazioni non più misure temporanee, bensì strutturali e pluriennali. "Renderli pluriennali sarebbe una bella cosa", ha affermato il ministro, "perché forniscono agli investitori un quadro di certezza nel tempo". È proprio la stabilità normativa, infatti, a rappresentare un elemento cruciale per le scelte imprenditoriali di medio e lungo periodo; la possibilità di contare su un orizzonte definito, senza il timore di interruzioni brusche, consente una programmazione finanziaria più accurata e coraggiosa. Tale stabilità, che si traduce in una capacità di pianificazione ampliata, è considerata un fattore abilitante per decisioni di investimento che guardano alla trasformazione digitale e alla transizione ecologica.

Il quadro normativo in arrivo con la manovra 2026

Le dichiarazioni del ministro trovano un riscontro puntuale nel testo della Legge di Bilancio per il 2026, la quale, all'articolo 94, prevede il ritorno dell'iperammortamento. Questo strumento, la cui intensità può raggiungere il 220 per cento per specifiche categorie di beni, costituisce una significativa agevolazione fiscale destinata a favorire gli investimenti in beni strumentali nuovi e tecnologicamente avanzati. L'obiettivo dichiarato del legislatore è quello di creare un ambiente favorevole per le imprese, agevolando l'acquisto di macchinari, impianti e dispositivi che possano incrementare la produttività e la competitività sul mercato, sia esso interno o internazionale.

La questione tecnica della cumulabilità

Un aspetto tecnico di non secondaria importanza, che emerge dalla bozza della manovra, concerne il nuovo regime di cumulabilità degli incentivi. In assenza di una norma specifica che disciplini dettagliatamente la materia, gli incentivi fiscali come l'iperammortamento andrebbero calcolati al lordo di altri eventuali contributi pubblici ricevuti in conto impianto. Questa circostanza, di per sé, potrebbe limitare parzialmente l'efficacia dell'agevolazione per quelle aziende che accedono a finanziamenti a fondo perduto o a contributi diretti, rendendo necessaria un'analisi attenta della convenienza complessiva dell'operazione. La risoluzione di tale questione, di fatto, diventa un tassello fondamentale per garantire la piena fruibilità della misura da parte del tessuto imprenditoriale, che spesso combina diverse fonti di finanziamento per i propri progetti di investimento.

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