Tragedia in Valtellina, un soccorritore muore sotto la neve per salvare gli altri
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Redazione Interno
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Una valanga, staccatasi nella tarda mattinata di sabato sul versante del Monte Meriggio in Valtellina, ha interrotto brutalmente un’escursione di scialpinismo trasformando una giornata di sport in montagna in una tragedia che ha spezzato due vite e lasciato un solco profondo. Il Pizzo Meriggio, meta ambita e percorsa infinite volte da generazioni di appassionati, ha visto consumarsi il dramma mentre un gruppo affrontava la salita. La slavina, che si è mossa in quota, ha travolto inizialmente due degli escursionisti, i fratelli Alfio e Igor Muscetti.
Il tentativo di salvataggio
È in quel momento di caos e pericolo immediato che Sebastiano Erba, trentacinquenne di Sondrio, ha perso la vita nel tentativo di portare aiuto ai compagni finiti sotto la neve. Mentre la massa bianca si muoveva, lui, invece di mettersi in salvo, ha cercato di soccorrere i primi travolti. Un gesto che ne definisce il profilo e che ha avuto un esito fatale, poiché anche lui è stato raggiunto e sommerso dalla massa nevosa. L’allarme, lanciato poco dopo le dieci e quaranta, ha attivato subito la macchina dei soccorsi con il dispiegamento del soccorso alpino e l’impiego di un elicottero, ma per Erba e per Alfio Muscetti ogni intervento è risultato inutile.
Le vite spezzate
Sebastiano Erba lascia una famiglia giovane e due figlie in tenerissima età, di soli tre anni e sei mesi, mentre Alfio Muscetti, di quarantasei anni, muore accanto al fratello Igor, che invece è sopravvissuto al drammatico evento. La dinamica, ricostruita dagli investigatori, suggerisce una sequenza rapida e inesorabile di eventi dove la decisione di prestare soccorso, seppur eroica, si è scontrata con la furia improvvisa della montagna. Parallelamente, in un’altra regione alpina, il Trentino, un nuovo allarme per una valanga è scattato in Val Lasties, presso Canazei, dove si sono temute ulteriori persone coinvolte e dove i soccorsi sono stati immediatamente attivati, a dimostrazione di come la stagione continui a presentare criticità.
Un altro lutto nelle Dolomiti
Il quadro già cupo della giornata è stato funestato da una terza, distinta, tragedia occorsa nelle Dolomiti del Primiero, dove un altro frequentatore della montagna, Ettore Turra, ha perso la vita in un incidente. Nato e cresciuto in quel ambiente che amava profondamente, e che per lui rappresentava la fonte della propria passione per lo sport e per il lavoro, Turra è deceduto lungo il canale che scende da Forcella Ceremana verso il lago di Paneveggio, in località Forte Buso. La sua scomparsa, del tutto indipendente dai fatti valtellinesi ma avvenuta nello stesso fine settimana, aggiunge un ulteriore tassello di dolore a una geografia alpina che in queste ore mostra il suo volto più spietato.




