Incendio sul Vesuvio, la montagna ferita: "È un lutto per chi la vive"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Umberto Saetta, guida turistica del Parco Nazionale del Vesuvio, guarda il paesaggio devastato dalle fiamme e la voce tradisce un nodo alla gola. «Amo questa montagna, la sento mia. Quello che sta accadendo è come perdere qualcuno». Ex dipendente di un’azienda di logistica, a cinquant’anni ha scelto di dedicarsi alla sua passione, accompagnando visitatori tra i sentieri che ora sono ridotti in cenere. Intorno a lui, il fumo avvolge quel che resta della pineta, mentre il vento trasporta scintille che minacciano di riaccendere il fronte del fuoco.

Da due giorni, vigili del fuoco e protezione civile combattono un’estenuante battaglia contro le fiamme, che hanno già divorato oltre 500 ettari di vegetazione. Sebbene il rogo si sia allontanato da Terzigno, dove è divampato l’8 agosto, la situazione resta critica. Di notte, i residenti non dormono: basta una folata d’aria per riportare l’incubo più vicino alle case. «È una guerra di posizione», dicono gli operatori, mentre cercano di contenere l’avanzata del fuoco verso le pendici di Monte Somma.

Nelle operazioni di bonifica, un volontario è rimasto ferito dopo essere stato colpito da un albero caduto in via Vecchia Campitelli. L’uomo, che riporta una distorsione alla caviglia e un taglio al collo, è stato trasportato in ospedale in condizioni non gravi. Un episodio che aggiunge preoccupazione a un quadro già drammatico, con intere aree del parco rese irriconoscibili.

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