Petrachi su Cacciamani: "Vogliamo tenerlo, ma per il bilancio serve un'offerta importante"
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Redazione Sport
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Il futuro di Alessio Cacciamani, giovane esterno classe 2007 cresciuto nel vivaio granata, resta un nodo caldo del calciomercato estivo, con la Roma che continua a fare pressing nonostante le resistenze del Torino. A fare il punto della situazione, nel pre-partita del match di Coppa Italia vinto 1-0 contro la Carrarese, ci ha pensato il direttore sportivo Gianluca Petrachi, intervenuto ai microfoni di Sportmediaset e della stampa presente allo stadio.
Le dichiarazioni del dirigente delineano un quadro chiaro e al tempo stesso complesso, dove l'ambizione sportiva di trattenere il gioiello di casa deve fare i conti con le necessità di bilancio e un mercato delle uscite che, al momento, non sta regalando le soddisfazioni sperate.
Nessuna offerta concreta, ma la porta non è chiusa
Interpellato direttamente sulla posizione del club nei confronti del talento classe 2007, Petrachi è stato netto nel sottolineare come finora non sia pervenuta alcuna proposta giudicata tale da aprire una trattativa seria. "Se ci fosse stato un prezzo sarebbe già andato via – ha dichiarato il direttore sportivo – e il fatto che abbiamo opposto resistenza è la dimostrazione che deve arrivare una proposta veramente molto molto importante, perché viceversa lo vorremmo tenere".
Il messaggio lanciato alla Roma, e alle altre eventuali pretendenti, è dunque chiaro: per strappare Cacciamani al Torino, che lo considera un elemento centrale per il progetto tecnico di Ignazio Abate, non basterà una buona offerta, ma servirà un'operazione fuori mercato che costringa la dirigenza granata a rivedere le proprie convinzioni.
Il bilancio pesa: la necessità di fare cassa
La posizione del Torino, però, non è dettata soltanto da ragioni tecniche, ma anche e soprattutto da un'impellente necessità finanziaria che il ds non ha nascosto. Petrachi ha infatti rivelato che la società di Urbano Cairo si appresta a chiudere il bilancio con una perdita di circa 20 milioni di euro, un passivo che impone all'area tecnica di compiere delle cessioni per far quadrare i conti. "Purtroppo tanti giocatori in esubero non stanno trovando la giusta collocazione – ha aggiunto il dirigente – e il mercato si sta rivelando molto complicato.
Dobbiamo fare delle uscite per mantenere un bilancio virtuoso". In questo scenario, la cessione di un gioiello come Cacciamani diventerebbe una leva strategica fondamentale per generare una plusvalenza significativa, ma la resistenza opposta finora dimostra quanto il club creda nelle sue potenzialità.
La strategia per la rosa e il pressing della Roma
Nonostante le difficoltà economiche, il direttore sportivo ha assicurato che il lavoro per allestire una squadra competitiva e in grado di interpretare al meglio il credo tattico del nuovo allenatore non si fermerà. "Sono convinto che possiamo fare una squadra che rappresenti l'allenatore – ha affermato Petrachi – mancano questi 15 giorni e cercheremo di spingere sull'acceleratore".
Il pressing della Roma, che avrebbe già visto respinta una prima offerta di circa 12 milioni più bonus e che nelle intenzioni sarebbe pronta a rilanciare avvicinandosi ai 20 milioni richiesti dal presidente, resta dunque una variabile da tenere in considerazione, anche se il direttore sportivo ha ribadito la volontà di trattenere il ragazzo. Sullo sfondo, la volontà del giovane calciatore, che avrebbe espresso gradimento per l'idea di restare a Torino per crescere gradualmente, potrebbe giocare un ruolo determinante nella scelta finale.
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