Pjanic al Festival dello Sport: Messi su CR7, la Roma può sognare e l'erede è Emre Alajbegovic

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Miralem Pjanic è tornato a parlare di calcio davanti al pubblico del Festival dello Sport di Trento, dove è stato protagonista dell'evento "Il pianista" al Teatro Sociale. L'ex centrocampista bosniaco, che ha vestito le maglie di Roma e Juventus in Serie A, ha ripercorso la sua carriera e analizzato il momento attuale del campionato italiano, soffermandosi sui campioni con cui ha condiviso lo spogliatoio e sulle ambizioni delle sue ex squadre.

La scelta tra Messi e Ronaldo

Tra i tanti temi toccati durante l'incontro, Pjanic ha spiegato senza esitazioni chi colloca al vertice tra i fuoriclasse con cui ha giocato. "Al primo posto metterei Leo Messi. Ho fatto un anno con lui e quando ho visto quello che faceva quotidianamente non era spiegabile. Avevi la sensazione che potesse fare davvero quello che voleva. Rendeva tutto semplice", ha raccontato il bosniaco. Su Cristiano Ronaldo, con cui ha condiviso l'esperienza alla Juventus, il giudizio non è meno netto: "La forza mentale di Ronaldo non l'ho rivista in nessun altro.

Con Cristiano partivo sempre 1-0, era ossessionato dal gol. Nonostante i trofei vinti, è stato un professionista che voleva competere in modo assurdo. Faceva alzare il livello dei compagni". Un ricordo speciale è riservato anche a Francesco Totti, con cui Pjanic ha giocato a Roma: "È stato un sogno giocare con Checco, io ho vissuto solo la fine della sua carriera ma mi è bastato. Per me è un onore che sia stato lui a darmi il soprannome di Principe".

L'analisi sulla lotta scudetto

Passando alle dinamiche di vertice del campionato, l'ex regista indica l'Inter come principale candidata al titolo, ma non nasconde una preferenza personale per la Roma, formazione che ha elogiato senza riserve. "L'Inter è favorita per la rosa, poi ci sono il Napoli e la Roma. La Roma può sognare lo scudetto. Sono belli da vedere, fa piacere guardarli, giocano bene e se davanti Dybala sta bene, con Malen possono davvero riportare lo scudetto a Roma. È la squadra che merita di più al momento", ha dichiarato Pjanic.

Sulla Juventus, invece, il discorso si fa più prudente: secondo il bosniaco è prematuro parlare di corsa al titolo per i bianconeri, che devono concentrarsi su un percorso di ricostruzione e sul ritorno in Champions League. "Penso sia presto per parlare di scudetto. Se si guarda la scorsa stagione non si può partire con quell'ambizione. L'obiettivo primario deve essere ricostruire, ma velocemente, perché alla Juve si vuole sempre vincere. Si può parlare di rientrare in Champions, sarebbe la cosa più giusta".

Il ricordo di Nainggolan e l'erede annunciato

Nel corso dell'intervento, Pjanic ha avuto parole importanti anche per Radja Nainggolan, compagno di reparto ai tempi della Roma. "Nainggolan faceva discutere, ma era davvero forte. Lui era così, se non fosse stato lui stesso non avrebbe reso in campo. Ed è un peccato perché è stato davvero impressionante e poteva fare molto di più. Viveva la sua vita come la intendeva lui, è vero, ma per la squadra dava tutto e contavi su di lui. Non ti lasciava mai nei guai, in campo. Anche i miei difetti con lui vicino scomparivano", ha ricordato con affetto.

Infine, una menzione speciale per il giovane Emre Alajbegovic, fratello di Kerim, talento che Pjanic ha contribuito a portare a Torino. "La famiglia mi ha chiesto di accompagnarlo a Torino e io l'ho fatto. Kerim è un giocatore forte, ha tutto per rimanere a Torino per tanti anni. Ha gol, assist e giocate nelle gambe". Sul fratello minore, però, il pronostico è ancora più audace: "Vi dico una cosa, segnatevi un nome: il fratellino di Kerim, Emre, è ancora molto giovane, ma ne sentirete parlare molto nei prossimi anni. Ruolo? Diciamo che potrebbe essere il nuovo Pjanic".

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