Tragico frontale a Maserada, muore il giovane professore Samuel Mazzon: fatale l'invasione di corsia di una Mercedes

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il rumore sordo delle lamiere, un urto violentissimo che squarcia il silenzio del tardo pomeriggio e poi, improvvisamente, il silenzio. È quanto accaduto intorno alle 19 di venerdì 6 marzo lungo via Papadopoli Sud, nel rettilineo di Salettuol, frazione del comune di Maserada, in provincia di Treviso. In un incidente stradale che ha visto coinvolti tre veicoli ha perso la vita Samuel Mazzon, un ragazzo di soli 29 anni, residente a Villorba e stimato professore in un istituto superiore della zona. La dinamica, ricostruita dai Carabinieri della compagnia di Spresiano, sembra purtroppo chiara nella sua tragica semplicità: una Mercedes nera, condotta da un uomo di circa cinquant'anni e proveniente dalla direzione opposta, ha invaso la corsia di marcia della Fiat 600 bianca guidata da Samuel, centrandola in pieno e non lasciandogli di fatto alcun margine per una manovra evasiva. L'impatto, la cui violenza è stata tale da scaraventare la piccola utilitaria nel fossato che costeggia la carreggiata, ha visto coinvolto anche un furgone guidato da una coppia di Ponte di Piave che, procedendo subito dietro la Fiat, non ha potuto evitare di venire a sua volta sfiorato dall'auto impazzita, sebbene senza riportare conseguenze fisiche.

Il dramma al telefono e la speranza infranta della nonna

Mentre i soccorritori del Suem 118 e i vigili del fuoco, giunti prontamente sul posto con cesoie e divaricatori per estrarre i feriti dalle lamiere, lottavano contro il tempo, a poca distanza si consumava un altro dramma, fatto di angoscia e attesa. Sull'asfalto, nella sua automobile accartocciata, Samuel non era morto sul colpo; alcuni automobilisti, fermisi per prestare aiuto, gli avevano parlato e lui, seppur con affanno, aveva farfugliato qualche parola. Poi, il silenzio. Ma c'è un dettaglio, emerso dalle parole sconvolte della nonna Adriana, con cui il ragazzo viveva a Villorba, che rende la vicenda ancora più straziante: al momento dello schianto, Samuel stava parlando al telefono in vivavoce con il fratello Elia, diretto come lui a Oderzo dove seguiva lezioni per il brevetto di volo. «Si stavano parlando in vivavoce – ha raccontato l'anziana signora – poi Elia ha sentito improvvisamente un rumore di lamiere». Da quel momento, il vuoto, il silenzio assordante e la consapevolezza, per il fratello, che fosse successo qualcosa di gravissimo.

La vita di un giovane ingegnere tra passione per lo studio e progetti per il futuro

La scomparsa di Samuel Mazzon lascia un vuoto non solo nella sua famiglia, composta dalla nonna e dai genitori, ma anche nel mondo della scuola e tra i suoi coetanei. Laureato in ingegneria gestionale all'università di Udine, aveva da poco superato l'esame di abilitazione da ingegnere industriale e dal settembre del 2023 aveva intrapreso la carriera di insegnante, tenendo corsi di matematica e fisica all'istituto superiore Verdi di Valdobbiadena, per poi approdare anche all'istituto Barsanti di Castelfranco per lezioni di tecnologie meccaniche. Una carriera, quella del professore, che aveva preso il via subito dopo gli studi, ma che non aveva sopito altre sue grandi passioni, prima fra tutte quella per la musica – durante gli anni del liceo scientifico Duca degli Abruzzi a Treviso amava esibirsi con il suo gruppo – e quella per il volo, tanto che, come ha mostrato con dolore la nonna, nel garage di casa stava letteralmente costruendo un piccolo aeroplano, seguendo un progetto ingegneristico redatto con un amico. Un concentrato di vita, insomma, di sogni e di progetti, fermato per sempre dall'asfalto di una strada.

I testimoni e la velocità: un impatto in un secondo

Sulla dinamica precisa dell'incidente, che ha portato alla morte del 29enne, rimane al centro degli accertamenti dei carabinieri la posizione del conducente della Mercedes, un uomo che, dopo lo schianto, è stato trasportato in ospedale con ferite giudicate non gravi. La sua autovettura, una volta invasa la corsia opposta, ha centrato in pieno la Fiat 600 per poi terminare la sua corsa nel medesimo fossato. Determinante, per comprendere la dinamica, sarà l'analisi della testimonianza della coppia di Ponte di Piave, Maurizio e Loredana, che viaggiavano a bordo del furgone subito dietro la vittima. «Abbiamo visto che improvvisamente è uscito dalla carreggiata, procedendo verso di noi – hanno dichiarato – praticamente ce lo siamo visto arrivare davanti». Un impatto avvenuto in pochi secondi, senza che Samuel potesse fare nulla per schivarlo, e che ha sollevato interrogativi sulla velocità tenuta dalla grossa berlina tedesca in un tratto dove il limite è di settanta all'ora. Dietro la Mercedes, un'altra auto guidata da una ragazza è riuscita a fermarsi in tempo, evitando un ulteriore, tragico tamponamento a catena.

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