Conte e il Napoli: "Continuiamo a sognare, ma qui non tutto è possibile"
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Redazione Sport
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Antonio Conte, alla vigilia della partita contro il Monza, ha scelto le parole con cura, mescolando ottimismo e una velata amarezza. "Dico ai tifosi di continuare a sognare, perché noi ci siamo e vogliamo alimentare questo sogno", ha esordito il tecnico, sottolineando come la squadra abbia già superato limiti che sembravano invalicabili. "Non è stato facile, siamo andati oltre le nostre possibilità. Ora ci aspettano altri ostacoli, e dovremo evitar di cercare alibi". Un messaggio chiaro, quello del coach, che però nasconde tra le righe un disagio più profondo.
Il Napoli, reduce da una serie di risultati altalenanti in trasferta – "non vinciamo fuori casa da 91 giorni" –, si appresta a sfidare il Monza con l’obiettivo di restare aggrappato all’Inter, distante solo tre punti. "I numeri parlano: siamo secondi nonostante tutto", ha aggiunto Conte, ricordando come le uniche sconfitte siano arrivate contro il Como, mentre altre partite sono sfumate nei minuti finali, come contro Roma e Lazio. Un bilancio che, se da un lato dimostra resilienza, dall’altro evidenzia fragilità non trascurabili.
Ma è stato quando il discorso è scivolato sul mercato e sulla gestione della squadra che Conte ha lasciato trapelare malumori più concreti. "Ho capito che a Napoli non si possono fare tante cose", ha affermato, senza nascondere un certo disappunto. Un riferimento trasparente alla cessione di Khvicha Kvaratskhelia, avvenuta a gennaio, e a promesse – forse – non mantenute. "All’inizio della stagione ho detto alcune cose: alcune le confermo, altre no. Non rinnego nulla, ma oggi non posso ribadire tutto". Un tono che suona come un mea culpa parziale, ma anche come un’ammissione di limiti strutturali.




