Inter, il retroscena su Chivu e Calhanoglu: l'estate in cui il tecnico si spese per trattenerlo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Cristian Chivu ha le idee piuttosto chiare su Hakan Calhanoglu. Non è una novità, considerando che il centrocampista turco è da anni il metronomo di questa Inter, ma il retroscena raccontato nelle ultime ore dal Corriere della Sera getta una luce diversa sul rapporto tra i due. Secondo quanto ricostruito, il tecnico romeno si sarebbe speso in prima persona, la scorsa estate, affinché non ci fossero brutte sorprese sul mercato: l'ex Milan doveva restare a tutti i costi, anche a costo di andare a scadenza nel 2027.

La posizione di Chivu, del resto, poggia su una considerazione tecnica elementare: quando Calhanoglu non c'è, si sente. Non è una frase fatta. I numeri raccontano di un giocatore che, da quando è all'Inter, ha saltato 38 partite per acciacchi di vario genere in sei stagioni. Eppure, nonostante questa fragilità, per l'allenatore resta un totem impossibile a cui rinunciare.

Evidentemente il feeling è reciproco, perché a differenza di un anno fa non ci sono state turbolenze estive, con le voci provenienti dalla Turchia spente sul nascere perché nessuno le ha alimentate.

Il nodo del contratto e la strategia dell'Inter

Il tema, però, resta aperto e non riguarda soltanto la volontà tecnica. Il contratto di Calhanoglu scade il 30 giugno 2027 e i contatti con il suo agente, Gordon Stipic, sono già partiti. A confermarlo era stato lo stesso Dario Baccin, nella sua prima uscita pubblica nel nuovo ruolo di direttore sportivo, in occasione del pre-partita contro l'Udinese. Da allora, però, la posizione dell'Inter non è cambiata di molto: non c'è fretta. La frase chiave, ripetuta anche agli agenti del giocatore, è proprio questa.

I nerazzurri sono consapevoli dell'importanza del turco per il modo di giocare della squadra, ma valutano l'impatto complessivo dell'operazione, non solo l'aspetto tecnico.

A pesare sono diversi fattori. Calhanoglu ha 32 anni e ne compirà 33 a febbraio, ha iniziato ad accusare problemi fisici ricorrenti nelle ultime due annate ed è uno dei tre giocatori con l'ingaggio più alto della rosa, superando i 6,5 milioni di euro annui. La nuova politica societaria per i rinnovi dei giocatori over 30 è chiara: stop a contratti lunghi, proposte possibilmente annuali con opzione e una fetta consistente dell'onerosità legata a bonus di rendimento piuttosto che alla parte fissa.

A Calhanoglu è stato prospettato un contratto di un anno più un ulteriore anno opzionale, a cifre più basse rispetto agli attuali 6,5 milioni, con molti bonus legati soprattutto alle presenze, proprio per tutelarsi dal crescente numero di infortuni.

Il recupero e il rientro contro il Parma

Nel frattempo, il centrocampista sta sfruttando la lunga pausa del campionato per smaltire lo stop rimediato contro il Real Madrid. Gli esami strumentali avevano evidenziato un risentimento muscolare all'adduttore della coscia destra, un problema che lo ha costretto a saltare la sfida con l'Udinese e la trasferta di Roma. Come gli altri infortunati di casa Inter, Djed Spence e John Stones, anche Calhanoglu lavora in questi giorni ad Appiano Gentile, in attesa dei compagni non convocati che hanno beneficiato di una settimana libera.

L'obiettivo è quello di essere a disposizione di Chivu già per la ripresa del campionato, il 10 ottobre contro il Parma.

Non è scontato, però, che venga impiegato subito. La prudenza resta la parola d'ordine e non è escluso che il suo rientro venga gestito con cautela, valutando settimana per settimana le risposte del fisico. Anche perché il calendario, alla ripresa, non concede tregue: dopo il Parma c'è subito la trasferta di Champions League con il Bruges, poi il Bologna in campionato. Tre partite in appena sette giorni che richiedono una condizione atletica quantomeno accettabile.

Il desiderio di restare e le sirene dalla Turchia

Sullo sfondo resta il futuro. Calhanoglu ha più volte ribadito di trovarsi bene a Milano, ma da tempo ascolta le sirene per un ricco ritorno in patria, in Turchia. La sua priorità, però, resta l'Inter: prolungare il contratto è l'opzione preferita, poi, se non si dovesse trovare una quadra, la prospettiva diventerebbe quella di un ritorno a casa. La volontà del club, dal canto suo, è quella di trattenerlo, ma alle condizioni economiche stabilite dalla nuova dirigenza. La distanza tra le parti, al momento, esiste.

Non c'è fretta per colmarla, né da una parte né dall'altra, ma la scadenza del 2027 incombe e prima o poi il confronto dovrà entrare nel vivo.

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