Yamal e Messi, il paragone che infiamma la Spagna: i numeri non mentono
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
ROMA – "Io come Messi? Non scherziamo, è il più grande". Lamine Yamal, che a 17 anni ha già cento partite con il Barcellona, sorride quando gli rilanciano il confronto. Ma i numeri, quelli, non ammettono reticenze. Il suo gol contro l’Inter, che ha riacceso la semifinale di Champions, non è solo un’altra perla nella sua collezione: è l’ennesimo segnale di un talento che, alla stessa età, supera persino l’argentino in alcune statistiche.
Messi, a 17 anni, aveva già esordito in prima squadra e segnato il suo primo gol in Liga, ma Yamal – che a inizio stagione è diventato il più giovane marcatore della storia del Barça in Champions – vanta numeri più consistenti in termini di assist e partecipazione al gioco. Se Leo, nel 2005, era una promessa acerba ma già luminosa, il giovane spagnolo si è trasformato in un pilastro dell’attacco blaugrana, tanto che Hansi Flick ha costruito su di lui la rimonta a San Siro.
Quella palla sulla traversa, che ha preceduto il momentaneo 3-3, ha scatenato polemiche: c’è chi ha parlato di un cross maldestro e chi, invece, di un tentativo di tiro geniale. "Volevo segnare", ha chiarito Yamal, attribuendo la traiettoria anomala a un rimbalzo imprevisto su Ferran Torres. Ma al di là delle discussioni, ciò che conta è l’impatto: in Spagna lo chiamano già "il veterano", per la freddezza con cui domina campi che, fino a pochi mesi fa, gli erano sconosciuti




