Juventus-Atalanta 2-0, il cantiere di Sarri resta aperto e Spalletti si reinventa

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
SPORT Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Sport Redazione Sport   -   TORINO — La Juventus torna a vincere in campionato e lo fa con una prestazione solida, costruita con pazienza e chiusa nella ripresa, quando l’Atalanta sembrava aver trovato le misure per riaprire la partita. Il 2-0 dell’Allianz Stadium porta le firme di Francisco Conceicao, al primo centro stagionale, e di Gleison Bremer, bravo a svettare su calcio d’angolo e a sigillare il risultato a un quarto d’ora dalla fine.

Il primo gol arriva al 28’: Alajbegovic imbuca per Celik sulla corsia mancina, il cross basso attraversa l’area e trova l’inserimento puntuale del portoghese, che di sinistro batte Carnesecchi. La reazione dell’Atalanta si concentra soprattutto sulla fascia destra, dove Rowe mette in difficoltà Kalulu con allunghi continui e costringe Vicario a un intervento severo a inizio ripresa.

La squadra di Sarri resta in partita fino al raddoppio, ma non trova mai la zampata vincente. Krstovic viene disinnescato dalla coppia centrale bianconera, mentre De Ketelaere e Samardzic faticano a trovare varchi tra le linee. Kolo Muani, dal canto suo, si rende decisivo anche senza segnare, salvando sulla linea una conclusione insidiosa di Kristensen.

Il episodio più discusso arriva nel primo tempo, quando Kalulu trattiene vistosamente Rowe in area di rigore. L’arbitro Zufferli lascia correre e il VAR non interviene, nonostante le immagini mostrino una trattenuta prolungata. Il moviolista Luca Marelli ha definito l’episodio «un rigore chiaro che manca», sottolineando come il difensore francese fosse «nettamente in ritardo» sull’avversario.

Al termine della partita, Maurizio Sarri ha commentato così la decisione: «VAR? Meglio mai che troppo come prima. Preferisco questa versione. Poi però ci sono degli episodi evidenti come quello di Rowe trattenuto da Kalulu. Ma se il VAR non chiama su episodi così aboliamolo».

Luciano Spalletti conferma la propria natura di allenatore capace di adattare l’assetto alle esigenze della partita. Dopo il 5-0 in Europa League contro il NEC, il tecnico toscano schiera i suoi con un 4-2-3-1 che diventa 4-1-4-1 nella fase finale, cercando di proteggere il vantaggio senza rinunciare alla verticalità. Celik, autore dell’assist per l’1-0, spinge con continuità sulla fascia, mentre McKennie garantisce equilibrio in entrambe le fasi.

Nella ripresa l’ingresso di Zhegrova si rivela determinante: è suo il calcio d’angolo che permette a Bremer di chiudere i conti con un colpo di testa imperioso. La Juventus ritrova così una vittoria che mancava da due giornate e aggancia il Frosinone a quota 10 punti, piazzandosi al sesto posto.

Per l’Atalanta la sconfitta di Torino rappresenta l’ennesima tappa di un percorso di crescita ancora in divenire. Alla vigilia della sfida, Sarri aveva descritto questa stagione come un «anno di costruzione», sottolineando come «sia il direttore sportivo che la società parlano di costruzione per avere obiettivi solidi nel medio periodo».

Il tecnico aveva anche ricordato le difficoltà iniziali vissute in altre piazze: «A Napoli dopo quattro partite avevamo due o tre punti, a Empoli dopo nove giornate eravamo ultimi in classifica e abbiamo poi fatto la finale playoff».

Dopo il match, però, Sarri non ha nascosto il proprio rammarico: «Dopo il 2-0 non abbiamo più giocato alla pari. Prima eravamo completamente in partita. Dobbiamo crescere da un punto di vista della personalità e della fiducia. Il grande rammarico è che non vedo crescere la squadra dal punto di vista della personalità».

Bremer è il migliore in campo per la Juventus: oltre al gol, il brasiliano disinnesca Krstovic e chiude numerose porte agli attaccanti avversari. Conceicao, autore del vantaggio, si sblocca dopo diversi tentativi e mette in difficoltà costantemente Bernasconi. Kolo Muani, pur senza trovare la rete, si batte per tutta la partita e riceve una standing ovation al momento della sostituzione.

Nelle file dell’Atalanta, il migliore è Carnesecchi, che nulla può sui due gol ma si distingue per sicurezza tra i pali. Rowe è una spina nel fianco costante per la difesa juventina, mentre Bernasconi soffre l’intraprendenza di Conceicao e si perde il portoghese in occasione del vantaggio.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.