Mondiali 2026, l'Egitto sogna in grande: prima vittoria storica e vetta nel Girone G

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La nazionale egiziana ha infranto un tabù che durava da decenni, regalando ai propri tifosi una serata destinata a rimanere nella memoria collettiva. A Vancouver, in Canada, i "Faraoni" hanno ottenuto la loro prima vittoria in assoluto nella fase finale di un campionato del mondo, superando la Nuova Zelanda per 3-1 in una partita valida per la prima giornata del Girone G.

Migliaia di sostenitori, molti dei quali indossavano la maglia numero 10 di Mohamed Salah, hanno invaso le strade della città canadese al termine del match, trasformando il distretto di Yaletown in un angolo del Cairo a base di canti, bandiere e coriandoli rossi e neri.

La rimonta che vale la storia

La partita, giocatasi al BC Place Stadium, aveva preso una piega tutt'altro che favorevole per la selezione guidata da Hossam Hassan. Gli All Blacks, compatti e reattivi, erano passati in vantaggio nel corso del primo tempo grazie a una rete di Surman, che aveva approfittato di un momento di disattenzione della retroguardia egiziana. L'inerzia sembrava sorridere alla squadra oceanica, abituata a giocare partite di alto profilo e decisa a mettere in difficoltà gli avversari con un pressing asfissiante.

Tuttavia, la ripresa ha raccontato una storia completamente diversa, con i "Faraoni" che hanno cambiato volto e marcia, dimostrando un carattere che forse in passato era mancato in certi contesti internazionali. L'allenatore Hassan, che detiene il record di gol con la maglia della nazionale, ha saputo leggere il momento e operare le giuste correzioni, innescando la rimonta che ha ribaltato le sorti dell'incontro.

Salah e i "falsi nomi" che fanno sognare

La riscossa è iniziata con la firma di Mostafa Ziko, uno dei calciatori che, nonostante il nome d'arte, sta costruendo una carriera solida e sempre più riconosciuta a livello internazionale. Il pareggio ha riaperto il match e scatenato l'entusiasmo della panchina, ma il vero colpo da maestro è arrivato dal solito, straordinario Mohamed Salah. L'attaccante del Liverpool, con un guizzo che lo ha visto accentrarsi e calciare di sinistro, ha siglato il gol del sorpasso, il 68esimo in nazionale, portandosi a un solo passo dal record assoluto di Hossam Hassan.

Una rete che profuma di storia, non solo per il vantaggio, ma anche per la carica emotiva che ha trasmesso ai compagni. A chiudere i conti ci ha pensato poi Trezeguet, altro calciatore che non porta il nome anagrafico, con un inserimento tempestivo che ha fissato il punteggio sul definitivo 3-1.

La particolarità dei soprannomi, come Ziko, Dunga o Trezeguet appunto, è un tratto distintivo del calcio egiziano, dove i giovani talenti vengono spesso ribattezzati con nomi di campioni del passato o soprannomi di fantasia che li accompagnano poi per tutta la carriera, creando un legame curioso e affascinante tra passato e presente della disciplina.

Un percorso netto verso i sedicesimi

Con questo successo, il Girone G si è improvvisamente acceso di luce rossa per gli egiziani, che ora occupano la prima posizione in solitaria. I tre punti conquistati rappresentano un tesoro prezioso in un raggruppamento che comprende anche il Belgio e la stessa Nuova Zelanda, e la qualificazione ai sedicesimi di finale è ora un obiettivo alla portata. Per i neozelandesi, invece, la sconfitta complica notevolmente il percorso: la sfida decisiva contro i Diavoli Rossi si preannuncia come un dentro o fuori, con la necessità assoluta di fare risultato per non salutare anzitempo la competizione.

La gioia dei tifosi egiziani, molti dei quali residenti in Nordamerica, è stata amplificata dall'importanza storica dell'evento, rotolando in un'onda che ha travolto ogni barriera linguistica e culturale, con il nome di Salah cantato a squarciagola come un inno di liberazione sportiva.

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