Glp-1, a Milano il primo simposio italiano sull'impatto delle terapie

Glp-1, a Milano il primo simposio italiano sull'impatto delle terapie
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
SALUTE Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Salute Redazione Salute   -   Nel 2025 i consumi degli analoghi del recettore Glp-1 con indicazione per la gestione del peso sono cresciuti dell'85,7% in un anno, per una spesa privata di 172,6 milioni di euro interamente a carico dei cittadini. È il dato del Rapporto OsMed 2025 dell'Aifa che fa da sfondo a The Metabolic Frontier 2026, primo simposio italiano dedicato all'impatto delle terapie con agonisti del recettore Glp-1 su salute, alimentazione e politiche sanitarie.

Il programma della giornata

L'appuntamento è per l'8 ottobre allo Step FuturAbility District di Milano, con organizzazione affidata a Sprim Italia. Nate come terapie per il diabete di tipo 2, indicazione per la quale sono rimborsabili in classe A e prescrivibili anche dal medico di medicina generale, queste molecole stanno riscrivendo il panorama clinico e aprendo un nuovo capitolo di salute metabolica. Il simposio riunisce attorno allo stesso tavolo clinici, nutrizionisti, farmacisti, associazioni di pazienti, industria e istituzioni.

La prima edizione si apre con la sessione plenaria "Interrogare il cambiamento", inaugurata dall'intervento sulla gestione del peso come driver macroeconomico di Francesco Saverio Mennini, professore di Economia sanitaria all'Università di Roma Tor Vergata e presidente SiHta. Proseguono Saverio Cinti, direttore scientifico del Center of Obesity dell'Università Politecnica delle Marche, e Naveed Sattar, professore di Medicina cardiometabolica all'Università di Glasgow, con interventi sulle ultime novità cliniche e sull'impatto globale delle terapie.

La richiesta di cure eque

Sul fronte dell'accesso alle cure, Eligio Linoci, vice presidente Fiao – Federazione italiana associazioni obesità e presidente dell'associazione "La Mattina dopo aps", ha ribadito la necessità di un approccio inclusivo.

"La parola garantire, quando si riferisce all'accesso alle cure, rappresenta un processo importante perché ci battiamo giorno per giorno affinché le cure siano eque e garantite a tutti i pazienti che sono affetti da obesità", ha dichiarato al termine della 5K@Easd che si è tenuta a Milano, corsa di 5 chilometri inserita nel programma del 62° Congresso dell'Associazione europea per lo studio del diabete.

"Non bisogna pensare solo a quei pazienti che hanno obesità grave, perché stiamo parlando di una malattia cronica e recidivante multifattoriale. Per questo sarebbe opportuno dare la possibilità a tutti quanti di potersi curare", ha aggiunto Linoci.

Gli effetti oltre il calo ponderale

Le incretine, ricorda Andrea Fabbri, docente di Endocrinologia all'Università Tor Vergata di Roma, non si limitano a favorire la riduzione del peso. "Oltre a favorire il calo di peso, ora abbiamo verificato che hanno un'azione forte e positiva, perché vanno a incidere su tante altre cose", spiega l'endocrinologo, tra gli organizzatori di un convegno in programma a Roma il 10 ottobre sul tema "Incretine e salute metabolica".

L'obesità è una malattia infiammatoria cronica e questi farmaci agiscono spegnendo l'infiammazione sistemica, riducendo i rischi cardiovascolari come infarto e ictus e contrastando la steatosi epatica. "Grazie alla riduzione dell'infiammazione, si ottengono ottimi risultati in vari campi, penso anche alla ginecologia, alla psichiatria e alla neurologia. Inoltre, nelle donne ci sono dati sulla protezione del seno: -30% di tumori al seno e -30% di recidive nelle persone che hanno già avuto un tumore al seno", conclude Fabbri.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.