Arnautovic segna nel derby e dedica il gol a Mihajlovic, la promessa mantenuta all'ombra del Marakana
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Redazione Sport
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C’è un filo sottile, ma resistente, che lega le promesse agli uomini capaci di mantenerle, e nel calcio, si sa, certe parole pesano più di un contratto. Marko Arnautovic, domenica scorsa, ha onorato quel patto antico stretto con Sinisa Mihajlovic, un accordo nato lontano da Belgrado, precisamente a Bologna, quando i due condividevano spogliatoio e pensieri. L'occasione era il derby eterno tra Stella Rossa e Partizan, e l'attaccante austriaco, che dello Zvezda ora veste la maglia, ha trovato la via della rete siglando il momentaneo due a zero in un match poi terminato tre a zero per i padroni di casa -2. Un risultato netto, che passa però in secondo piano rispetto al gesto: un bacio al cielo e le braccia aperte, un'iconografia che ha riportato alla mente di tutti l'ex tecnico e amico, a cui Arnautovic aveva giurato che un giorno sarebbe andato a giocare in quel club e che lì, in quel catino ribollente di passione, avrebbe dedicato un gol proprio a lui.
La partita, giocata in un clima di tensione altissimo, come da tradizione quando queste due tifoserie si incrociano, ha avuto anche risvolti di cronaca che nulla hanno a che fare con la poesia del ricordo. Nell'aria infuocata del Marakana, soprannome dello stadio Rajko Mitic, non sono mancati episodi di ordinaria follia da curva: un incendio è divampato nel settore occupato dai tifosi del Partizan, i cosiddetti Grobari, con fiamme che hanno avvolto parte della tribuna e reso necessario l'intervento dei vigili del fuoco, causando la sospensione temporanea del gioco -1-4. Scene purtroppo non nuove per un derby che è molto più di una semplice partita, e che proprio in quei minuti di caos ha visto la Stella Rossa consolidare il proprio vantaggio.
Ma la cronaca nera lascia presto spazio alla commozione quando si parla di Arnautovic e del suo legame con Mihajlovic. Non era la prima volta, del resto, che l'attaccante manifestava pubblicamente il proprio debito emotivo verso il tecnico serbo. Già lo scorso luglio, durante la conferenza stampa di presentazione come nuovo giocatore della Stella Rossa, Arnautovic era scoppiato in lacrime, raccontando di come Mihajlovic gli parlasse di questa squadra ogni giorno, più ancora che del Bologna -6-8. Un rapporto che lui stesso aveva definito filiale, fatto di confidenze e progetti comuni, in cui la promessa di un trasferimento a Belgrado rappresentava il suggello di un'amicizia profonda, interrotta solo dalla scomparsa di Sinisa. “Ne parlavamo ogni giorno”, aveva dichiarato, visibilmente scosso, “lui era tutto per me: un fratello, un padre” -6.




