Metal gear solid, il film esce dall’incubo dello sviluppo: trovati i registi
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il brand, nato dalla mente di Hideo Kojima e considerato uno dei più iconici nella storia del videogioco, si prepara a compiere un passo decisivo verso quel grande schermo che, nonostante la sua innata vocazione cinematografica, lo ha sempre atteso invano. Dopo oltre un decennio trascorso in quello che gli addetti ai lavori definiscono il “development hell” – un limbo produttivo dove i progetti spesso si spengono prima ancora di nascere – l’adattamento ufficiale ha finalmente trovato i suoi registi. Saranno Zach Lipovsky e Adam B. Stein, il duo che ha recentemente rivitalizzato un’altra saga amata dal pubblico, a occuparsi dello sviluppo per Columbia Pictures, grazie a un nuovo accordo esteso stretto con Sony.
Un tandem di successo per un’operazione ad alto rischio
Lipovsky e Stein, va ricordato, arrivano a questo appuntamento con il vento in poppa dopo il successo critico e commerciale di “Final Destination: Bloodlines”. Quel film, l’ultimo capitolo di una horror franchise che sembrava aver esaurito la sua spinta propulsiva, ha invece sorpreso tutti incassando oltre 317 milioni di dollari al botteghino mondiale, dimostrando una notevole capacità nel gestire tensione e suspence. È proprio questa abilità tecnica – unita a una visione moderna del genere – che ha convinto Sony a mettere sotto contratto i due filmmaker e il loro studio, Wonderlab, con un accordo che copre tutte le etichette cinematografiche della major. Loro, dal canto loro, hanno definito l’opera di Kojima “nulla meno che un capolavoro cinematografico che ha rivoluzionato per sempre i videogiochi”, mostrando sin da subito la giusta riverenza verso il materiale originale.
Un percorso costellato di ostacoli e cambi di rotta
La notizia, che arriva da The Hollywood Reporter, conta non solo per l’ufficialità, ma perché riaccende concretamente le speranze di vedere finalmente sul grande schermo l’universo narrativo creato dal leggendario game designer giapponese. Non era affatto scontato, questo traguardo: il progetto era stato annunciato originariamente nel lontano 2012, e nel corso degli anni aveva accumulato una serie impressionante di intoppi. In passato, a essere stato ingaggiato per la regia era Jordan Vogt-Roberts, il quale aveva persino individuato in Oscar Isaac il volto perfetto per il protagonista Solid Snake; un’iterazione, quella, che però non ha mai superato la fase di pre-produzione. Con l’arrivo di Lipovsky e Stein, tutto il cast e la squadra creativa precedente vengono quindi accantonati, segnando un vero e proprio riavvio delle operazioni.
Dietro le quinte di una produzione da blockbuster
A supervisionare l’intera operazione ci saranno Avi Arad e Ari Arad, produttori di lungo corso che hanno già navigato le complesse acque degli adattamenti videoludici (basti pensare a “Uncharted” o al discusso “Borderlands”). La loro esperienza, nel bene e nel male, sarà fondamentale per traghettare un’opera complessa come Metal Gear Solid – un mix di critica al complesso militare-industriale, spionaggio e filosofia esistenziale – verso un prodotto di consumo mainstream. L’accordo con Lipovsky e Stein, inoltre, non si limita a questo singolo titolo: il duo è già al lavoro per Sony su un film animato dedicato a Venom, il che suggerisce una fiducia totale da parte dello studio nei loro confronti. L’operazione sembra quindi strutturata per resistere alle intemperie che hanno affondato i tentativi precedenti, anche se il percorso che porta dalla firma del contratto alla poltrona del cinema resta ancora lungo e irto di insidie.




