Meno Mkhitaryan, più Barella: l’Inter e la malattia dei big match
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Redazione Sport
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Supponente, presuntuosa, imperfetta, non affanata, sprecona. Sono solo alcuni degli aggettivi che possono essere accostati all’Inter dopo la sconfitta all’Allianz Stadium contro la Juventus, un altro passo falso che conferma una tendenza preoccupante: la difficoltà nerazzurra negli scontri diretti in campionato. Nonostante le vittorie nette contro Atalanta (4-0), Roma (0-1) e Lazio (0-6), i numeri raccontano una storia diversa quando si tratta di affrontare le grandi rivali. Un pareggio e una vittoria contro Juventus e Milan, un pari col Napoli, un successo e un pari con la Fiorentina, oltre a un altro pareggio col Bologna, delineano un quadro che fa riflettere.
La sconfitta di domenica 16 febbraio, per 1-0, non è stata solo una battuta d’arresto in termini di risultato, ma ha portato con sé anche un episodio curioso, diventato virale sui social. Simone Inzaghi, il tecnico interista, durante la partita ha rotto i pantaloni del completo a causa della troppa foga dimostrata in panchina. Le immagini, che hanno fatto il giro del web, hanno aggiunto un tocco di beffa al danno sportivo, trasformando l’allenatore in un involontario protagonista della serata.
Ma al di là dell’episodio grottesco, è il rendimento in campo a lasciare perplessi. Lautaro Martinez, uno dei punti di riferimento della squadra, ha mostrato una performance opaca, tanto da suscitare critiche e domande sulla sua condizione. Inzaghi, da parte sua, è stato accusato di non aver saputo gestire al meglio le risorse a disposizione, mettendo i giocatori in difficoltà tattiche e psicologiche.
La partita, carica di tensione e significato, era cruciale per entrambe le squadre: la Juve, in corsa per la Champions, e l’Inter, alla rincorsa del Napoli in vetta alla classifica. Alla fine, sono stati i bianconeri ad avere la meglio, centrando la quarta vittoria consecutiva, considerando anche quella contro il PSV nei playoff di Champions. Una sfida che ha visto le due panchine, guidate da Thiago Motta e Inzaghi, in costante fermento, con entrambi gli allenatori impegnati a dare indicazioni ai propri giocatori in un clima di alta competizione.




