Sequestrata l'Immobile Academy di Ciro Immobile a Torre del Greco
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Redazione Sport
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La Procura di Torre Annunziata ha disposto il sequestro preventivo del centro sportivo ‘Immobile Academy’, struttura di proprietà della famiglia del calciatore e intitolata all’attaccante del Bologna, inaugurata con enfasi lo scorso marzo. L’azione della magistratura, che non vede Ciro Immobile tra i sei indagati, si fonda su un articolato ventaglio di ipotesi di reato, le quali, sebbene non coinvolgano direttamente il giocatore, gettano un’ombra sull’operato di chi materialmente ha gestito la realizzazione del complesso. All’origine del provvedimento, emesso con scrupolo ispettivo, vi sono una serie di irregolarità edilizie e ambientali che le indagini, ancora in corso, avrebbero accertato.
I capi d'accusa per la struttura
Le accuse formulate dalla procura, le quali hanno giustificato l’applicazione della misura cautelare, includono la realizzazione di opere in assenza delle necessarie autorizzazioni, sia di carattere edilizio che paesaggistico, una gestione giudicata illecita dei rifiuti speciali e, non ultimo, la trasformazione abusiva di una zona boschiva, destinata a divenire parcheggio. Quest’ultimo punto, in particolare, tocca una sensibilità ambientale sempre più marcata, evidenziando come interventi di questo tipo, se non condotti nel rigoroso rispetto della legge, possano ledere un patrimonio comune. L’intera vicenda, del resto, si dipana in un territorio, quello campano, spesso teatro di analoghe inchieste sulla corretta destinazione d’uso dei suoli.
La reazione del calciatore e le ripercussioni
Ciro Immobile, attraverso una nota diffusa dai suoi legali, ha espresso un profondo “sconcerto e amarezza” per l’accaduto, sottolineando di aver creduto in un “progetto nobile” e di avervi investito risorse personali con l’intenzione di offrire un’opportunità ai giovani del territorio. Quel centro, che egli stesso aveva presentato come un luogo dove i ragazzi potessero “guardare al domani” immedesimandosi nel suo percorso, si trova ora al centro di una complessa questione giudiziaria. Le conseguenze operative del sequestro, peraltro, si estendono al di là della sola Academy, avendo di fatto interrotto anche le sessioni di allenamento del Sorrento Calcio, che utilizzava la struttura.
Il contesto dell'inchiesta
L’inchiesta, che procede senza soluzione di continuità, sta ora esaminando nel dettaglio le responsabilità individuali di ciascuno degli indagati, i quali dovranno rispondere delle specifiche violazioni contestate. La magistratura, concentrandosi sui profili tecnico-giuridici, sta vagliando la documentazione e le perizie per accertare la fondatezza delle ipotesi di reato. L’episodio, al di là degli sviluppi processuali, si inserisce in un filone di attenzione crescente verso le opere, soprattutto quelle a carattere sportivo e di grande visibilità, la cui realizzazione deve conciliarsi con una puntuale osservanza delle normative urbanistiche e ambientali.




