Esplosione alla Toyota Material Handling di Bologna, fabbrica chiusa e 850 dipendenti in cassa integrazione
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Redazione Interno
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La Toyota Material Handling ha annunciato la chiusura immediata dello stabilimento di Borgo Panigale, a Bologna, a seguito di un'esplosione avvenuta il 23 ottobre, che ha causato la morte di due operai, Lorenzo Cubello, 37 anni, e Fabio Tosi, 34 anni, e il ferimento di altre tredici persone. L'incidente, le cui cause sono ancora oggetto di indagine, ha portato alla sospensione delle attività produttive e logistiche dell'impianto, che rimarrà chiuso fino a data da destinarsi.
La decisione di chiudere lo stabilimento è stata comunicata ai rappresentanti dei lavoratori, insieme alla notizia che 850 dipendenti saranno posti in cassa integrazione a tempo indeterminato. La cassa integrazione ordinaria è stata attivata con effetto retroattivo a partire dal giorno dell'incidente, e se l'azienda accetterà, oltre 700 dipendenti di Bologna riceveranno una copertura del reddito al 100%, come richiesto dalle parti sociali.
Nel frattempo, la procura ha aperto un'inchiesta per accertare le cause dell'esplosione. Le indagini sono in corso e si concentrano su eventuali violazioni delle norme di sicurezza sul lavoro. Proprio il giorno dell'incidente, i rappresentanti dei lavoratori avrebbero dovuto protestare per chiedere maggiori misure di sicurezza in fabbrica, ma l'esplosione ha costretto al rinvio della manifestazione.
Per domani, 25 ottobre, è stato confermato uno sciopero di otto ore degli operatori del settore automotive, indetto da Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil dell'area metropolitana di Bologna. Lo sciopero si svolgerà senza cortei o presidi, per senso di responsabilità nei confronti dei problemi di mobilità dei cittadini dovuti al recente alluvione




