Firenze, ragazzo di 17 anni violentato dopo essersi addormentato sulla tramvia: fermato un 32enne

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La notte di San Valentino, un adolescente di diciassette anni, il cui rientro a casa dopo una serata trascorsa in compagnia di amici si è trasformato in un dramma di proporzioni inaudite, si è visto stravolgere l’esistenza in pochi, interminabili minuti. Il giovane, frastornato e con i sensi offuscati dall’alcol che pure aveva consumato nel corso della serata, si era addormentato su un seggiolino della tramvia, ignaro del pericolo imminente, cullato forse dalla stanchezza e dall’effetto delle bevande; il convoglio, la linea T2, procedeva spettrale nella notte verso la periferia nord del capoluogo toscano, e fu proprio in prossimità del capolinea di viale Guidoni, nei pressi del parcheggio scambiatore e a due passi da un cavalcavia, che l’incubo ebbe inizio. Un uomo, stando a una prima e agghiacciante ricostruzione degli inquirenti che hanno potuto contare sulle immagini della videosorveglianza cittadina, avrebbe notato il minore in quello stato di incoscienza e, senza alcuna esitazione, lo avrebbe preso in spalla per trascinarlo all’esterno del mezzo pubblico, approfittando della momentanea assenza di altri passeggeri o di una generale indifferenza che le cronache locali, talvolta, sembrano restituire.

Una volta allontanatosi dalla vettura, l’aggressore, che gli inquirenti hanno successivamente identificato in un cittadino marocchino di trentadue anni, già gravato da precedenti penali e presente sul territorio nazionale da circa un triennio, avrebbe condotto o trasportato il ragazzo in un luogo appartato, proprio sotto l’ombra di un cavalcavia che taglia la periferia, dove lo avrebbe denudato e violentato. Il risveglio del diciassettenne, che probabilmente non aveva nemmeno realizzato di essere stato spostato, deve essere stato quello di un naufrago risucchiato all’improvviso in un gorgo di violenza e paura: al buio, disorientato e dolorante, con uno sconosciuto addosso. Riuscire a divincolarsi e a fuggire via da quell’antriolo di orrore è stato il suo primo, istintivo atto di sopravvivenza; in uno stato di choc comprensibile, il minore è riuscito a raggiungere un distributore di benzina nelle vicinanze, un'isola illuminata nella notte fonda, dove ha chiesto disperatamente aiuto e ha potuto contattare i genitori, i quali sono corsi sul posto e lo hanno poi accompagnato al pronto soccorso dell'ospedale pediatrico Meyer per le cure del caso e per avviare, come è inevitabile che fosse, l'iter della denuncia formale.

La dinamica ricostruita e il fermo del presunto aggressore

Sono state le telecamere di sorveglianza, posizionate lungo il percorso della tramvia e nelle aree limitrofe al capolinea, a fornire agli agenti della polizia di Stato gli elementi decisivi per identificare e rintracciare il presunto responsabile in tempi rapidissimi. I filmati, analizzati dagli inquirenti con la dovuta meticolosità, hanno confermato ogni passaggio del racconto, già di per sé lucido e terribile, fornito dalla giovane vittima: lo si vede addormentato, poi sollevato e portato via come un fardello dall'uomo, che le indagini hanno infine ricondotto a un cittadino marocchino, fermato con l'accusa di violenza sessuale su minore. L'indagato, che avrebbe parzialmente ammesso le proprie responsabilità nel corso dell'interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari, ha chiesto scusa per l'accaduto, cercando di giustificare l'azione, se mai una giustificazione possa esistere per un gesto del genere, chiamando in causa l'abuso di alcol da lui stesso consumato; una scusante, quella dell'ubriachezza, che non attenua la gravità del fatto e che la macchina giudiziaria dovrà ora valutare nel quadro più ampio delle prove raccolte, inclusi gli accertamenti tecnici che hanno trovato pieno riscontro nelle dichiarazioni del ragazzo.

Il contesto di sicurezza e il dibattito sulla tutela del trasporto pubblico

L'episodio, consumatosi in una zona periferica e in un orario in cui il traffico diurno lascia il posto a una quiete solo apparente, riaccende i riflettori, se mai ve ne fosse bisogno, sulla questione della sicurezza a bordo dei mezzi pubblici e nelle loro adiacenze. Non è la prima volta che Firenze si trova a fare i conti con episodi di microcriminalità o violenza che hanno come scenario i convogli della tramvia o le fermate, specialmente quelle considerate più isolate nelle ore notturne. Le istituzioni locali, negli ultimi mesi, avevano annunciato un inasprimento dei controlli, con l'istituzione di servizi aggiuntivi dedicati al contrasto del degrado e all'aumento della sorveglianza proprio in quelle aree dove il fenomeno delle aggressioni o dei comportamenti illeciti, anche da parte di giovanissimi, sembrava destare maggiore preoccupazione. Tuttavia, quanto accaduto la notte di San Valentino, in cui la preda designata è stato un minore in stato di alterazione e quindi del tutto inerme, dimostra la complessità di prevenire certi tipi di reati, che si annidano nelle pieghe della notte e si consumano nell'arco di pochi minuti, eludendo anche i controlli più attenti.

Il fermo del trentaduenne marocchino, un soggetto già noto alle forze dell'ordine per precedenti, in particolare contro il patrimonio, rappresenta solo il primo passo di un percorso giudiziario che dovrà accertare la piena dinamica dei fatti e le responsabilità penali. Il giovane diciassettenne, la cui identità è gelosamente custodita per ovvie ragioni di riservatezza e per la delicatezza della situazione, è ora affidato alle cure dei familiari e, verosimilmente, al supporto psicologico di professionisti che dovranno aiutarlo a elaborare un trauma di una violenza inaudita, una ferita che difficilmente potrà rimarginarsi del tutto. La comunità fiorentina, intanto, assiste attonita allo sviluppo delle indagini, mentre la macchina della giustizia si è messa in moto per garantire che l'autore di questo gesto vile possa rispondere delle sue azioni di fronte alla legge.

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