L’Inter e la rivoluzione annunciata: addio a Mkhitaryan, futuro in bilico per Calhanoglu e non solo
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Redazione Sport
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La macchina del calciomercato, si sa, non si ferma mai, e in casa Inter il lavoro di pianificazione per la stagione 2026-27 è già entrato nel vivo, con scenari che lasciano presagire una trasformazione profonda della rosa a disposizione di Cristian Chivu. Se da un lato l’obiettivo primario, come è giusto che sia per una società come quella nerazzurra, rimane la conquista dello scudetto in questo finale di campionato, dall’altro la dirigenza, con Beppe Marotta in prima linea, sta mettendo le mani avanti per quella che si preannuncia come una vera e propria rivoluzione, in particolar modo nel settore nevralgico del centrocampo. Le scadenze contrattuali, alcune situazioni personali legate a desideri di carriera e la volontà di ringiovanire una squadra che ha dato tanto ma che necessita di un ricambio generazionale sono gli ingredienti di questa complessa operazione.
Il caso più emblematico, e forse quello ormai dato per certo, è rappresentato da Henrikh Mkhitaryan. Il centrocampista armeno, nonostante abbia un contratto in essere fino al 2026 con una opzione per il club, pare destinato a lasciare Milano al termine della stagione. Le voci di un suo addio, riportate da più parti, si fanno sempre più insistenti e concrete, complice anche l'età e la necessità di liberare spazio in una mediana che il tecnico romeno vuole costruire su nuove basi. La sua uscita, verosimilmente a parametro zero o con una risoluzione consensuale, rappresenterebbe il primo tassello di un mosaico in piena fase di assemblaggio.
Il nodo Calhanoglu tra fascino turco e progetti tecnici
Se per Mkhitaryan la dirigenza sembra aver già metabolizzato la separazione, ben più complessa e densa di implicazioni è la situazione che ruota attorno a Hakan Calhanoglu. Il regista turco, il cui contratto lega all'Inter fino al 2027, non ha mai fatto mistero di nutrire il desiderio, a un certo punto della sua carriera, di tornare a giocare in patria, un richiamo che per lui e la sua famiglia ha un fascino difficile da ignorare. Questa sua apertura, unita alla volontà del club di non farsi trovare impreparato, ha aperto un dibattito interno sul suo futuro. Già nella scorsa estate si erano registrati contatti, mai formalizzati in offerte concrete, con i club di Istanbul, i quali hanno sempre frenato di fronte alla valutazione di 30-35 milioni di euro fissata dall'Inter. Tuttavia, con l'avvicinarsi della finestra estiva di calciomercato, lo scenario potrebbe cambiare: se il giocatore dovesse manifestare con forza la volontà di partire, o se arrivasse una proposta in linea con le richieste, il club sarebbe pronto a valutarla. In tal caso, come già accaduto in passato, l'Inter ha le idee chiare su come reinvestire il ricavato, andando a caccia di un profilo che possa garantire qualità e quantità al centro del gioco.
Piste concrete e nomi per il futuro: da Goretzka ai giovani talenti
E proprio in questa ottica di rifondazione si inseriscono le strategie di mercato che stanno prendendo forma in questi giorni. La dirigenza, in stretta collaborazione con Chivu, ha tracciato una linea che combina esperienza a costo zero e investimenti su giovani di prospettiva. Un nome che torna prepotentemente di attualità è quello di Leon Goretzka, centrocampista tedesco in scadenza di contratto con il Bayern Monaco. Il profilo del giocatore, fisicamente imponente e con una lunga esperienza internazionale alle spalle, risponde alla necessità di mantenere un certo spessore in una mediana che perderebbe diverse colonne portanti. La proprietà Oaktree, inizialmente orientata a puntare esclusivamente su under 23 per abbassare l'età media, avrebbe rivisto le proprie posizioni, convincendosi della necessità di affiancare ai giovani elementi con la caratura di Goretzka per non disperdere il patrimonio di competitività accumulato negli ultimi anni. La concorrenza, in particolare dall'Arsenal, è agguerrita, ma la volontà del giocatore di valutare la destinazione e la possibilità di inserirlo a parametro zero rendono la pista percorribile.
Parallelamente, però, l'Inter non perde di vista l'altra anima del suo futuro. Cristian Chivu, che sta lavorando a stretto contatto con l'area tecnica per definire le linee guida del nuovo corso, ha messo nel mirino profili funzionali al suo modo di intendere il calcio. Tra questi, il nome di Manu Koné, centrocampista francese già seguito in passato, continua a circolare con insistenza. L'idea è quella di ringiovanire e dare dinamismo a un reparto che, senza gli addii annunciati, rischierebbe di diventare troppo longevo. L'obiettivo, insomma, è duplice: da un lato gestire le uscite eccellenti con innesti di personalità come Goretzka, dall'altro gettare le basi per il futuro con elementi di prospettiva come Koné, in un mix che Chivu dovrà essere in grado di amalgamare per dare una nuova identità alla sua Inter. Il cantiere è aperto, e i prossimi mesi saranno decisivi per capire quanti e quali big lasceranno Milano.




