La Sicilia flagellata dal vento, raffiche oltre i cento all'ora: a Palermo 132 interventi dei vigili del fuoco e una città contesa tra crolli e blackout
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Redazione Interno
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La furia del vento non dà tregua alla Sicilia e, nelle ultime ore, l’isola si è risvegliata sotto le raffiche di un libeccio che ha superato abbondantemente la soglia dei cento chilometri orari, con punte che hanno messo in ginocchio interi territori. I numeri, del resto, raccontano di una regione letteralmente presa d’assalto dagli elementi: a Palermo, i vigili del fuoco hanno effettuato la bellezza di centotrentadue interventi in appena ventiquattr’ore, e una trentina di richieste, alle nove di mattina, risultavano ancora inevase per l’impossibilità materiale di essere ovunque -4. Il vento, quello stesso vento che soffiava da ovest con intensità paragonabile a quella di un uragano di categoria due nello Stretto, ha scoperchiato tettoie, sradicato decine di alberi e persino aperto i portoni di edifici storici, come accaduto a Palazzo della Zecca, dove una passante, una restauratrice, si è fermata a fare da guardia in attesa dell’arrivo della polizia per mettere in sicurezza l’ingresso rimasto incustodito -2-4.
Se il capoluogo è stato teatro di una notte di lavoro incessante per i soccorritori, con cadute di pali dell’illuminazione pubblica che in viale Teocrito hanno centrato un’auto parcheggiata e in via Ciaculli hanno mandato scintille per ore, la provincia non è stata da meno -3. A Borgetto, il vento ha letteralmente strappato via la copertura di una stazione di servizio, mentre ad Aspra, nella zona del Villaggio del Pescatore, è crollato il solaio di un’abitazione popolare, episodi, questi, che per puro caso non hanno registrato feriti, ma che lasciano presagire una conta dei danni destinata a lievitare -3. Le raffiche, come si legge nei rapporti della Protezione civile, hanno reso necessario persino chiudere temporaneamente lo svincolo di via Giafar, all’imbocco con la circonvallazione, per il pericolo rappresentato da un’insegna pubblicitaria pericolante, mentre in via Perpignano, un video diventato virale mostrava una copertura in lamiera ondeggiare pericolosamente dall’ultimo piano di un palazzo -4.
Ma è sulla costa tirrenica e nell’area dello Stretto che la situazione ha assunto contorni ancora più preoccupanti. A Messina, dove le scuole sono state chiuse per precauzione e i vigili del fuoco non hanno smesso un attimo di operare, i disagi alla viabilità si sono sommati ai blackout elettrici che hanno lasciato al buio interi quartieri come Camaro Superiore e Mili San Marco -1-7. La forza del maestrale è tale che a Santa Margherita, un furgone in sosta sul lungomare è stato addirittura ribaltato, mentre le isole Eolie, di fatto, vivono ore di isolamento, con un solo collegamento marittimo garantito e l’autostrada tra Messina e Giarre chiusa per raffiche troppo violente per garantire la sicurezza degli automobilisti -7.
La furia del libeccio non risparmia il Catanese e il messo in sicurezza del territorio diventa una corsa contro il tempo
L’ondata di maltempo, che ha spinto l’Aeronautica Militare a diramare un avviso per venti sino a burrasca forte, non ha risparmiato nemmeno il versante orientale dell’isola -9. Nel Catanese, il sindaco di Mascali è stato costretto a firmare un’ordinanza urgente di chiusura per tutte le scuole, mentre un albero secolare, in piazza dello Sport, è stato divelto dalle radici e si è abbattuto al suolo, finendo la sua corsa tra panchine e marciapiedi deserti -7. I tecnici comunali lavorano senza sosta per mettere in sicurezza pali della luce inclinati e per rimuovere i cartelloni pubblicitari che il vento ha strappato dai loro supporti, trasformandoli in pericolose armi volanti.
L’impressione, leggendo i bollettini dei comandi provinciali dei vigili del fuoco, è quella di un sistema messo a dura prova da un evento che, pur non avendo la potenza devastante del ciclone Harry dello scorso gennaio, sta mostrando una persistenza e una violenza fuori dal comune, soprattutto per l’intensità del vento che, nell’area del trapanese e nel basso Tirreno, ha sollevato onde alte oltre gli otto metri, flagellando i litorali esposti con mareggiate imponenti -2. L’allerta, del resto, non è rientrata: la Protezione civile ha mantenuto un livello di criticità arancione su parte dell’isola, e anche se nel pomeriggio è attesa una temporanea attenuazione, il peggio, per chi sta affrontando le emergenze, potrebbe non essere ancora passato -1.




