Byd accelera in Europa: tre fabbriche e una gigafactory, ma l'Italia resta a guardare

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il costruttore cinese Byd prepara una nuova fase della propria espansione industriale nel Vecchio Continente. Secondo Alfredo Altavilla, advisor del gruppo per il mercato europeo, la società punta nel lungo periodo a tre stabilimenti per l'assemblaggio dei veicoli e a una fabbrica di batterie elettriche. Una strategia che, per ora, lascia l'Italia ai margini sul fronte produttivo, nonostante il rafforzamento della rete commerciale nel Paese.

La mappa industriale e il nodo del secondo impianto

Byd sta già costruendo il suo primo stabilimento europeo in Ungheria, nella città di Szeged, dove la produzione dovrebbe partire entro la fine del 2025. Il sito, esteso su circa tre milioni di metri quadrati, avrà una capacità produttiva iniziale di 150mila veicoli all'anno e dovrebbe creare più di diecimila posti di lavoro una volta completato.

La decisione sulla sede del secondo impianto di assemblaggio è attesa entro la fine del 2026: l'azienda preferisce acquisire e ristrutturare una struttura esistente piuttosto che costruire da zero, e Francia e Spagna figurano tra le destinazioni più concrete.

L'Italia, pur rimanendo una candidata, non è nella short list delle preferenze. «Per Byd l'Italia rimane un Piano B», ha spiegato Altavilla, collegando la scelta soprattutto alle condizioni di competitività dei singoli Paesi e agli investimenti necessari per la riconversione degli impianti. Il manager ha raccontato un retroscena che riguarda direttamente la storia industriale torinese: Byd aveva avviato un'interlocuzione con l'allora amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares, per rilevare l'ex stabilimento Maserati di Grugliasco.

Al momento del sopralluogo, però, il sito era privo dei macchinari necessari, trasferiti in altri impianti del gruppo. «Era rimasto solo un capannone, andava bene per farci un mercato rionale», ha commentato Altavilla.

La corsa agli impianti e le regole europee

La necessità di localizzare la produzione nasce da esigenze multiple. Da un lato ci sono i target di vendita: il gruppo ha recentemente alzato l'obiettivo di consegne fuori dalla Cina per il 2026 da 1,5 milioni a 1,9-2 milioni di veicoli. Dall'altro pesano le normative europee, che richiedono una produzione locale per accedere al mercato senza dazi aggiuntivi. L'Industrial Accelerator Act impone tempi stringenti per avviare la produzione, motivo per cui Byd cerca fabbriche «chiavi in mano» da riconvertire, non terreni su cui costruire ex novo.

«Come tutti i costruttori stiamo cercando in Europa. Ci ritroviamo spesso tutti negli aeroporti a fare il giro delle stesse fabbriche, ci muoviamo come criceti sulla stessa ruota», ha osservato l'advisor. Il nodo, secondo Altavilla, resta quello delle condizioni offerte dai diversi Paesi: «Non ho personalmente nessun attaccamento al passaporto dei Paesi, mi interessano le condizioni di competitività. Mi piacerebbe trovarle in Italia, ma non le ho trovate».

Strumenti come le Zone Economiche Speciali o i pacchetti di incentivi locali, ha aggiunto, possono agevolare un investimento ma non modificano l'attrattività complessiva di un territorio per un'industria ad alta intensità di capitale come l'automotive.

Denza sbarca a Torino: la rete commerciale accelera

Mentre la partita industriale resta aperta, Byd continua ad ampliare la propria presenza commerciale in Italia. Il marchio premium Denza, dedicato ai veicoli a nuova energia, ha inaugurato a Venaria Reale, nell'hinterland torinese, il suo primo showroom per il Nord-Ovest. Il punto vendita, situato in corso Giuseppe Garibaldi 187, nasce dalla collaborazione con la concessionaria ForZa, attiva dal 1993 come rivenditore ufficiale di brand premium in Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta. Si tratta del secondo spazio italiano dedicato a Denza dopo quello aperto a Bologna.

La gamma del marchio include vetture ad alte prestazioni: la Z9GT, con oltre 1.150 cavalli, supera i 300 chilometri orari e ha un prezzo di listino che parte da circa 120mila euro. L'obiettivo dichiarato dal gruppo è ambizioso: diventare uno dei primi tre player in Italia e negli altri Paesi europei. «Il mercato ci sta dando buone soddisfazioni sia in Italia sia in Europa», ha detto Altavilla. «La gamma prodotto è ormai completata, siamo presenti in tutti i segmenti di mercato. Non abbiamo più scuse per non performare».

Il nuovo showroom di Venaria è il secondo dei dodici punti vendita che il gruppo prevede di aprire nel Paese entro il 2027. A livello continentale la rete commerciale dovrebbe arrivare complessivamente a circa 350 strutture.

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