Odissea, l'ultima impresa titanica di Nolan: la trama, il cast stellare, le riprese, la sfida dell'IMAX e le polemiche (inutili)

Una sfida titanica. Non solo per la grandezza della storia da raccontare e per il modo in cui Christopher Nolan ha scelto di farlo. Ma anche per il budget utilizzato (250 milioni di dollari, il più alto nella carriera del regista britannico), per la scelta di girare con cineprese IMAX su pellicola 70mm, per la durata del film e per un cast stellare. Con "Odissea", Nolan porta sul grande schermo uno dei racconti fondativi della nostra cultura: il viaggio di Ulisse tra mostri, dèi e prove impossibili, in una rilettura ambiziosa del poema di Omero. (Il Messaggero)

Se ne è parlato anche su altre testate

L’Odissea di Cristopher Nolan – l’ultima versione della storia del re di Itaca, in sala dal 16 luglio – non si apre con l’uomo che le dà il nome. Raccontami l’uomo, Musa, l’uomo multiforme, versatile, geniale, che da centinaia di anni prima di Cristo domina la nostra immaginazione. (Domani)

“Viviamo tra le macerie” si dicono Odisseo e Penelope nel momento cruciale della storia, quello in cui lui torna a casa sotto le mentite spoglie di un vecchio mendicante e lei comincia a sospettare che quell’uomo sia il marito finalmente tornato a casa. (Cinematografo)

Pattinson è Antinoo, pretendente tra i più insistenti e vili di Penelope (Hathaway), moglie di Ulisse, alle prese con una tela, con il dolore, con un figlio (Tom Holland) che non ha mai conosciuto il padre, e che di sé stessa dice: «Sono seduta da 20 anni su un trono che solo un uomo può occupare». (Vanity Fair Italia)

Odissea - La recensione

Quando il film comincia si vede subito quello che in fondo ci si aspettava di vedere: Christopher Nolan prende l'Odissea di Omero e cerca di gestirla come un racconto cinematografico e quindi inseguendo la caratteristica principale del suo cinema che è il tempo, il rapporto con il tempo, la gestione del tempo, il racconto del tempo. (la Repubblica)

Odissea: l'Omero di Nolan è uno spettacolo sensoriale, ma fortemente americano. Monumentale Matt Damon. Recensione Il regista anglo-americano, aiutato da un cast impressionante e da un impianto audiovisivo senza precedenti, setta lo standard per i kolossal futuri Roberto Ciucci Giornalista Instagram (Libero)

In primo luogo, ero curioso di capire se Christopher Nolan avrebbe approfittato dell'occasione per proseguire nella sua poetica legata alla relatività di tempo e spazio, magari adottando una variazione della meccanica narrativa già sperimentata ai tempi di Dunkirk; in fondo, per quanto ci sia di mezzo un poema epico, la particolare natura dell'opera offre comodamente la possibilità di pasticciare col "tempo mitico". (IGN Italia)