Delitto a Ibiza, la guardia civil rilascia il 45enne: si cercano i due complici
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Redazione Interno
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C’è un cartello di cartone appeso alla saracinesca abbassata della pizzeria “Pummarola”, nel centro storico di Ibiza, e riporta una frase che suona come un requiem improvvisato: “Oggi chiuso per lutto”. A scriverlo sono stati i colleghi di Franco Sessa, il trentacinquenne originario di Pagani trovato esanime mercoledì pomeriggio in Calle Alzines, nella popolare area di Platja d’en Bossa, con una ferita da taglio profonda al torace. Un omicidio che sembrava destinato a una rapida soluzione, dopo il fermo di un uomo di 45 anni, anch’egli campano e originario di Avellino, ma che nelle ultime ore ha subito una svolta radicale: il sospettato, sottoposto a interrogatorio dalla Guardia Civil, è stato rilasciato perché ritenuto estraneo ai fatti, lasciando il mosaico investigativo più frammentato di quanto apparisse inizialmente.
La lite e i due fuggitivi
Secondo le prime ricostruzioni, sostenute dalle testimonianze raccolte tra i residenti e i partecipanti ai corsi dell’associazione di quartiere di Platja d’en Bossa, la vittima – conosciuta da tutti come un lavoratore instancabile e dal carattere solare – è stata vista discutere animatamente con altre due persone poco prima delle 16:30. Gli inquirenti spagnoli hanno appurato che quelle persone parlavano in italiano, forse addirittura in dialetto napoletano, un dettaglio che aveva spinto inizialmente a concentrare l’attenzione sul 45enne fermato quella stessa sera, intorno alle 21:30. La scoperta che l’uomo non fosse coinvolto nell’aggressione mortale ha però spostato il baricentro delle indagini: la Guardia Civil sta ora scandagliando il quartiere alla ricerca di eventuali complici, convinta che l’assassino non abbia agito da solo e che la vittima e i suoi aggressori fossero legati da una conoscenza pregressa.
L’autopsia e la caccia all’arma
Il sostantivo “mistero” ricorre con insistenza nelle cronache locali delle Baleari, e a rendere più fitto il velo di ombre è l’assenza, per ora, di un movente chiaro. Gli inquirenti non escludono alcuna pista, nemmeno quella di un regolamento di conti legato a questioni personali o ambientali, sebbene non vi siano ancora riscontri ufficiali in tal senso. Nella giornata di giovedì il di Sessa è stato sottoposto a un esame autoptico, i cui risultati potrebbero fornire dettagli cruciali sulle modalità del colpo letale – inferto con violenza nella parte sinistra del torace – e sulle caratteristiche dell’arma utilizzata. A dare l’allarme, nel frattempo, è stata una donna che, dopo aver parcheggiato l’auto nei pressi di un bar chiuso, ha notato il trentacinquenne accasciarsi in una pozza di sangue; i sanitari hanno provato a rianimarlo per oltre un’ora, senza tuttavia poter scongiurare l’arresto cardiaco.
Il vuoto sulla sedia del pizzaiolo
Mentre la famiglia di Sessa – che risiedeva sull’isola da oltre un decennio e si era trasferito alle Baleari per cercare migliori condizioni di vita – sta raggiungendo Ibiza per predisporre il rimpatrio della salma, l’attività investigativa della Guardia Civil si concentra sull’analisi dei flussi e dei contatti della vittima. Gli agenti stanno passando al setaccio la zona dell’omicidio e attendono eventuali nuovi particolari che emergeranno dall’autopsia. Per la comunità italiana dell’isola, abituata a convivere con la movida e le luci del turismo internazionale, l’assassinio di un giovane conosciuto per la sua gentilezza rappresenta uno choc; i compagni di lavoro, con quel cartello di lutto affisso all’ingresso del ristorante, hanno voluto lasciare un segno silenzioso in attesa che la giustizia faccia chiarezza su una morte ancora senza un colpevole e senza una ragione compiuta.




