Parma, la Procura indaga la fidanzata per l’omicidio di Christopher Gaston Ogando: la 21enne unica presente al momento della coltellata
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Redazione Interno
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La Procura di Parma ha formalmente iscritto nel registro degli indagati la fidanzata di Christopher Gaston Ogando, il 27enne originario della Repubblica Dominicana deceduto all’alba di giovedì 5 marzo presso l’Ospedale Maggiore a causa di una profonda ferita d’arma da taglio. La giovane, italo-cubana di 21 anni, è chiamata a rispondere di omicidio volontario aggravato, circostanza legata al vincolo affettivo che la univa alla vittima, e al momento non si trova in stato di fermo, restando così a piede libero in attesa degli ulteriori sviluppi dell’inchiesta.
La vicenda, che ha sconvolto il centro cittadino, è iniziata nel tardo pomeriggio di mercoledì 4 marzo quando, poco dopo le 18:00, dalla zona di Borgo Riccio è partita una richiesta di soccorso al 118: a chiamare era stata proprio la 21enne, la quale, stando alle prime sommarie ricostruzioni, aveva riferito di un ferimento accidentale alla spalla del compagno, menzionando un coltello. Giunti sul posto, i sanitari del 118 si sono trovati davanti a una scena ben più tragica di quanto prospettato dalla telefonata, con il giovane seduto a terra, esanime e in una pozza di sangue, all’esterno di un mini-appartamento — un ex negozio ora adibito a dimora — che si affaccia direttamente sulla strada. La gravità della situazione è apparsa subito evidente: Christopher, come è stato accertato successivamente in ospedale, riportava una lesione toracica di eccezionale profondità, tale da compromettere irrimediabilmente un polmone. Trasportato d’urgenza in codice rosso e ricoverato nel reparto di Rianimazione, il 27enne ha lottato tra la vita e la morte per tutta la notte, ma il suo cuore ha smesso di battere poco dopo le 8:00 del mattino seguente.
Parallelamente al disperato tentativo dei medici di salvare il ragazzo, i Carabinieri hanno avviato le procedure investigative, ascoltando a lungo la compagna in caserma e mettendo immediatamente sotto sequestro l’abitazione. Per ore, gli specialisti del Ris di Parma hanno setacciato il piccolo appartamento, un tempo un negozio sfitto, alla ricerca di ogni minimo dettaglio utile a comprendere l’esatta dinamica dei fatti. Gli inquirenti, in questa prima fase, non hanno escluso alcuna pista, e se da un lato l’iscrizione della 21enne nel registro degli indagati con una accusa tanto grave lascia presupporre una chiara volontà omicidiaria, dall’altro lato le stesse fonti investigative mantengono aperta l’ipotesi del tragico incidente domestico. Non va dimenticato, infatti, che la ragazza, la quale risulta essere stata l’unica persona presente nell’appartamento al momento del ferimento, abbia poi attivato personalmente i soccorsi, un comportamento che gli investigatori stanno valutando con la massima attenzione.
L’autopsia e gli accertamenti dei Ris per fare luce sulla dinamica del delitto
Saranno ora i risultati degli esami autoptici, affidati alla professoressa Valentina Bugelli dell’Istituto di medicina legale di Parma, a giocare un ruolo cruciale per il prosieguo delle indagini. L’esame, già calendarizzato per l’inizio della prossima settimana, dovrà chiarire non solo la natura precisa del colpo e l’inclinazione della lama, ma anche la distanza da cui è stato sferrato e la quantità di forza impressa, elementi tutti che potrebbero suffragare l’una o l’altra ipotesi. Gli specialisti del Ris, dal canto loro, continuano ad analizzare i reperti raccolti sul pavimento di Borgo Riccio, cercando tracce biologiche o segni che possano confermare la versione fornita dalla giovane, la quale, nelle concitate fasi immediatamente successive al fatto, aveva parlato di una ferita causata inavvertitamente.
La notizia del decesso ha gettato nello sconforto la madre della vittima, la quale, giunta al Maggiore per ricevere notizie, è stata colta da un malore appena appresa la notizia della morte del figlio. La comunità dominicana residente a Parma, dove Christopher era conosciuto e stimato, segue con apprensione gli sviluppi giudiziari, mentre la Procura, coordinata dal magistrato di turno, procede con cautela, blindando ogni dettaglio in attesa che il quadro tecnico-scientifico si consolidi e permetta di attribuire con certezza le responsabilità. Al momento, la posizione della 21enne rimane quella di indagata a piede libero, una condizione che potrebbe subire modifiche solo qualora emergessero elementi di prova decisivi a suo carico o, al contrario, qualora l’autopsia dovesse confermare la tragica accidentalità del gesto.




