meteo, dopo il weekend soleggiato arriva la perturbazione: piogge e neve da lunedì

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La persistente alta pressione, che nelle ultime settimane ha garantito condizioni di tempo stabile e temperature insolitamente miti per il periodo, mostrerà i primi segni di cedimento all'inizio della prossima settimana. Il campo anticiclonico, spesso alimentato da aria di origine subtropicale, ha finora agito come una barriera contro le perturbazioni atlantiche, regalando giornate quasi primaverili, specialmente al Sud, e favorendo purtroppo anche il ristagno dell'aria nelle città. Questa fase di calma, però, è destinata a interrompersi, poiché una saccatura in avvicinamento dall'Atlantico inizierà a erodere il muro anticiclonico, guidando una perturbazione verso il Mediterraneo occidentale e l'Italia.

L'evoluzione prevista: dal sereno al maltempo

Fino a domenica 14 dicembre, la situazione rimarrà sostanzialmente invariata, con condizioni di tempo stabile, seppur a volte accompagnate da nebbie o foschie nelle pianure e nelle valli interne, specie al Nord. I primi cambiamenti, seppur ancora timidamente, si avranno nella seconda parte di lunedì 15, quando le prime avvisaglie della perturbazione raggiungeranno la Sardegna e la Liguria, portando i primi rovesci. Sarà però nella giornata di martedì 16 che il maltempo troverà la sua massima intensità, estendendosi a gran parte delle regioni settentrionali e a tutto il versante tirrenico della Penisola, isole maggiori comprese. Alcuni di questi fenomeni potranno risultare intensi e persistenti, in particolare sulla Liguria, dove non si escludono temporali violenti o nubifragi, con accumuli di pioggia che potrebbero raggiungere, localmente, valori notevoli per il mese di dicembre.

Il ritorno della neve in montagna

Con l'arrivo delle correnti perturbate, le temperature subiranno un sensibile calo, soprattutto al Nord-Ovest e nelle zone interessate dai fenomeni, facendo finalmente abbassare la quota neve sulle nostre montagne. I fiocchi torneranno a cadere copiosi sull'arco alpino, con la neve che potrà scendere fino a quote medio-basse, attorno ai 700-1000 metri sui settori alpini occidentali e piemontesi, dove un cuscinetto di aria fredda nei fondivalle favorirà condizioni ideali. Sugli Appennini, invece, la neve sarà confinata a quote più alte, generalmente sopra i 1500-2000 metri. Questo evento, sebbene non straordinario, segnerà una decisa rottura rispetto alle miti condizioni degli ultimi giorni e un primo, concreto ritorno dell'inverno in quota.

Uno sguardo oltre l'immediato

La fase di maltempo, i cui strascichi potrebbero protrarsi anche per mercoledì 17, rappresenta un'interruzione della lunga fase stabile, ma non necessariamente l'inizio di un periodo freddo e perturbato duraturo. Le dinamiche atmosferiche a larga scala, infatti, restano complesse e soggette a possibili riconfigurazioni. Alcuni modelli di previsione a lungo termine, per esempio, ipotizzano la possibilità di un indebolimento dell'alta pressione subtropicale in Atlantico verso la fine del mese, un elemento che, se confermato, potrebbe aprire la porta a una maggiore discesa di aria fredda verso l'Europa meridionale. Per il momento, tuttavia, l'attenzione resta concentrata sull'evoluzione della prossima settimana, che porterà piogge benefiche per il territorio dopo un periodo asciutto, ma che richiederà anche attenzione per i fenomeni più intensi previsti in alcune regioni.

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