Manovra di bilancio 2025, nuove misure e impatti sui redditi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La manovra di bilancio 2025, attualmente in discussione in Parlamento, introduce una serie di misure permanenti per il sostegno dei redditi medio-bassi dei lavoratori dipendenti, già adottate lo scorso anno per il solo 2024. Tra le novità più rilevanti, l'articolo 2, comma 9, del DdL Bilancio 2025 prevede limiti per la fruizione delle detrazioni dall'imposta sul reddito per i percettori di redditi complessivamente superiori a 75.000 euro, parametrati in relazione al reddito percepito e al numero di figli presenti nel nucleo familiare.

Inoltre, il taglio del cuneo fiscale 2025, trasformato in defiscalizzazione, comporta variazioni significative nelle buste paga dei lavoratori italiani. Secondo le simulazioni presentate dalla UIL in sede di audizione parlamentare, con un reddito complessivo di 28.000 euro si perdono 300 euro l'anno, mentre con 35.000 euro si perdono 740 euro. L'Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) conferma che circa 800.000 lavoratori subiranno una perdita media di circa 380 euro.

Queste misure, sebbene mirate a sostenere i redditi medio-bassi, non sembrano ispirate a un disegno di riforma coerente e razionale dell'Irpef, complicando ulteriormente il sistema fiscale italiano. Le nuove disposizioni, infatti, introducono ulteriori complessità e limitazioni, rendendo più difficile per i contribuenti comprendere e beneficiare delle detrazioni fiscali.

La manovra di bilancio 2025 presenta luci e ombre: da un lato, si cerca di sostenere i redditi medio-bassi, dall'altro, si introducono nuove complicazioni e limitazioni che potrebbero penalizzare una parte significativa dei lavoratori italiani.

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