MotoGP, i piloti promuovono le 850cc: "Meno faticose e più divertenti"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Le nuove MotoGP da 850 centimetri cubi che debutteranno nel 2027 stanno entrando nella fase in cui i piloti possono valutarne il carattere con maggiore precisione. Il verdetto che arriva dalle prime sessioni di prova è netto: rispetto agli attuali prototipi da 1000cc, le moto di nuova generazione sono più leggere, meno impegnative sul piano fisico e, soprattutto, più piacevoli da portare al limite. A cambiare non è soltanto la cilindrata, ma l’intero pacchetto tecnico, che comprende un telaio nuovo, un ricorso all’aerodinamica ridotto e il passaggio dagli pneumatici Michelin ai Pirelli.

La posizione dei collaudatori

Pol Espargaró, collaudatore della KTM, non ha dubbi sul confronto tra le due generazioni. Secondo lo spagnolo, la 1000cc attuale è una moto estremamente fisica e, per certi versi, più pericolosa proprio a causa della potenza elevata che è chiamata a scaricare a terra. Il ragionamento parte dalla costruzione degli pneumatici: le Michelin sono progettate per sopportare coppie molto alte e devono rimanere dure per l’intera durata della gara, il che rende la guida molto esigente.

Con le 850cc il quadro cambia, perché la moto consente l’uso di mescole più morbide e tutto diventa più semplice da gestire. Takaaki Nakagami, passato al ruolo di collaudatore Honda dopo l’esperienza con LCR, ha indicato nel cambio di fornitore di gomme la novità più rilevante del 2027 e ha confermato di preferire le nuove moto alle attuali, anche perché non deve più pensare al dispositivo di abbassamento posteriore e l’aerodinamica è meno ingombrante.

Il paragone con la Moto2

Luca Marini, che il prossimo anno correrà per il team Tech3 KTM, spinge il confronto ancora oltre e sostiene che le 850cc siano più vicine alle attuali Moto2 spinte dal motore Triumph da 765cc che non alle MotoGP di oggi. Una considerazione che, secondo il pilota italiano, potrebbe favorire i ragazzi in arrivo dalla classe intermedia, come Izan Guevara, Daniel Holgado, Senna Agius e David Alonso, i quali avrebbero un vantaggio maggiore rispetto alle transizioni del passato.

Maverick Viñales, dopo i primi giri sulla KTM 2027 a Spielberg, ha descritto la moto come una Moto2 con un buon motore, sottolineando come undici giri consecutivi siano filati via senza alcuna difficoltà fisica.

Le perplessità sul cronometro

Se il giudizio dei piloti sulla guidabilità è largamente positivo, resta aperto il tema delle prestazioni pure. L’obiettivo dichiarato del nuovo regolamento era ridurre le velocità per aumentare la sicurezza, ma dalle prime indicazioni i tempi sul giro delle 850cc sembrano già vicini a quelli delle 1000cc. Nico Cereghini ha sollevato il dubbio che il nuovo corso tecnico possa rivelarsi un errore, ricordando quanto accadde nel 2007, quando il passaggio da 990 a 800cc non impedì ai prototipi di tornare rapidamente a velocità elevate.

La preoccupazione riguarda soprattutto la velocità in curva, che potrebbe compensare quanto si perde sui rettilinei grazie al peso inferiore e a un pacchetto aerodinamico meno vincolante.

La linea dei costruttori

Alla vigilia del weekend di Mandalika, Massimo Rivola e Gigi Dall’Igna sono intervenuti in una conferenza stampa dedicata al Gran Premio d’Indonesia per rispondere alle domande sul costo e sull’efficacia della transizione alle 850cc. Il responsabile di Aprilia Racing ha preferito guardare avanti, ricordando che la decisione è ormai presa, e ha stimato che la riduzione di potenza di circa cinquanta cavalli abbasserà le punte massime, citando i 368,6 chilometri orari toccati al Mugello da Jorge Martin e Marco Bezzecchi.

Dall’Igna ha spostato l’accento sul vero obiettivo del regolamento, che non è il tempo sul giro ma la velocità di arrivo in curva, e ha definito il passaggio alle 850cc un passo che va comunque compiuto.

Il punto di vista della KTM

In casa KTM il 2027 viene letto come un’occasione per ripartire da un foglio bianco. Il responsabile Motorsport Pit Beirer ha spiegato che il marchio austriaco, al via in MotoGP dal 2017, non ha mai avuto la possibilità di progettare una moto completamente nuova da zero, ma ha sempre dovuto aggiornare una base esistente. Il difetto principale della RC16 attuale, secondo Beirer, si manifesta nel momento in cui i piloti inseriscono la moto in curva e rilasciano il freno, una fase in cui la concorrenza riesce a essere più efficace.

La nuova 850cc dovrebbe permettere di far confluire dieci anni di esperienza in un progetto finalmente libero da compromessi.

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