Sinner e Djokovic, carriere parallele: i numeri a confronto tra Slam, titoli e patenti

Sinner e Djokovic, carriere parallele: i numeri a confronto tra Slam, titoli e patenti
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Redazione Sport Redazione Sport   -   Trenta trofei in bacheca prima ancora di spegnere 25 candeline. Jannik Sinner, che festeggerà il compleanno il 16 agosto durante il Masters 1000 di Cincinnati, arriva alla soglia del quarto di secolo con un palmarès da fuoriclasse assoluto. Il dato che colpisce di più, però, è il confronto con Novak Djokovic: alla stessa età, i due hanno costruito una carriera quasi speculare. Darren Cahill, del resto, lo capì subito dopo aver accettato l’incarico di allenarlo: Jannik aveva tutte le potenzialità per diventare il vero erede del fuoriclasse serbo.

Numeri da record: il confronto Slam per Slam

A 25 anni, Jannik Sinner ha già conquistato cinque titoli del Grande Slam: Australian Open 2024, US Open 2024, Australian Open 2025, Wimbledon 2025 e Wimbledon 2026. Esattamente come Novak Djokovic alla stessa età, che nel 2012 poteva vantare un palmarès composto da Australian Open 2008, Australian Open 2011, Wimbledon 2011, US Open 2011 e Australian Open 2012. Un parallelismo che impressiona gli addetti ai lavori, considerando che il serbo è poi diventato il tennista con più Slam nella storia del tennis.

Le analogie non si fermano qui. Nel dettaglio, Sinner ha vinto due ATP Finals (2024 e 2025), una in più rispetto al Djokovic del 2012 che ne aveva conquistata soltanto una nel 2008. Sul fronte dei Masters 1000, invece, il serbo era avanti: undici titoli contro i dieci dell'azzurro, che ha trionfato a Toronto 2023, Miami 2024, Cincinnati 2024, Shanghai 2024, Parigi 2025, Indian Wells 2026, Miami 2026, Monte-Carlo 2026, Madrid 2026 e Roma 2026.

Un equilibrio perfetto anche per quanto riguarda gli ATP 500 e gli ATP 250: sette e sei rispettivamente per entrambi, segno che le traiettorie dei due numeri uno sono state davvero simili in termini di vittorie ottenute.

Il punto debole di Sinner? L'esame della patente

Anche i numeri uno hanno i loro punti deboli. Per Jannik Sinner, però, non si trovano su un campo in erba o in cemento, ma a quanto pare tra i birilli di una pista d'esame. Poco prima di partire per il torneo di Wimbledon, il campione azzurro ha confessato a Londra, con una buona dose di autoironia, l'ennesimo passo falso: "Forse è meglio se gioco a tennis", ha commentato sorridendo.

Durante il tradizionale ballo dei vincitori, il numero uno del tennis mondiale ha raccontato un curioso retroscena: non è ancora riuscito a prendere la patente della moto, essendo stato bocciato quattro volte all'esame.

"Sono stato bocciato quattro volte in realtà! Prima di venire qua mi hanno bocciato di nuovo… magari il prossimo anno mi farai di nuovo la stessa domanda!", ha scherzato Sinner durante il Galà dei Campioni, aggiungendo di essere "un po' brillo" nel tentativo di schivare le domande più imbarazzanti. Un'anomalia che ha fatto sorridere il mondo del tennis: l'uomo capace di vincere cinque Slam e due Wimbledon consecutivi si trova in difficoltà di fronte a un esame di guida.

Il servizio diventato un'arma letale

Jannik Sinner ha decisamente "meravigliato" Jessica Pegula. La tennista americana, attuale numero tre del mondo in classifica WTA, ha commentato il successo a Wimbledon dell'italiano, rimasta impressionata in particolare da un colpo: il servizio. "Dovrebbero creare un premio per il colpo che è migliorato di più nel circuito e lo vincerebbe il servizio di Jannik. Il suo servizio è incredibile. Il suo servizio esterno dal lato del vantaggio è semplicemente pazzesco. ogni volta che lo guardo giocare, penso di conoscere la sua battuta preferita: si finisce sempre per pensare che questa volta non proverà di nuovo quella soluzione, e invece mette a segno un ace ogni volta. Non riesco a capirlo, davvero", ha dichiarato Pegula nel podcast "The Player's Box".

Con 128 ace realizzati a Wimbledon 2026, il numero uno del mondo è stato il primatista assoluto in questa speciale classifica. Il servizio è diventato a tutti gli effetti l'arma in più che ha permesso all'azzurro di difendere il titolo sull'erba londinese, dimostrando come il lavoro svolto con il team di allenatori, guidato da Darren Cahill e Simone Vagnozzi, stia dando i suoi frutti.

La svolta targata Darren Cahill

Proprio Darren Cahill ha rivelato un aneddoto che spiega il percorso di crescita del suo assistito. In un'intervista a Brad Gilbert, il coach australiano ha ricordato il momento in cui ha chiesto a Novak Djokovic un parere su Sinner, dopo la sconfitta patita dall'azzurro a Wimbledon 2023 nonostante il vantaggio di due set a zero. "Ho preso Novak dopo la sua intervista e gli ho detto: 'Sto iniziando con Jannik, non voglio che esageri, puoi essere rispettoso, ma c'è qualcosa che attira la tua attenzione e che potrebbe aiutarmi a iniziare a lavorare con lui?'. lui non se lo ricorda, ma mi ha fatto un discorso di circa 10 o 15 minuti in cui ha analizzato il suo gioco al millimetro. Ha parlato della varietà o della mancanza di varietà nel suo gioco, di come ci si abitui al peso e alla profondità della sua palla, di come non ci si spaventi quando viene a rete, di come non usi il drop shot o di come il suo servizio fosse relativamente facile da leggere", ha raccontato Cahill.

Molte di queste cose le sapevano già, ma le parole di Djokovic hanno avuto un peso specifico importante. "Siamo stati in grado di riferirle a Jannik e sottolineare che dovevamo continuare a fare quello che stavamo facendo, che Novak aveva detto queste cose e che significava molto che Novak ci fornisse tutte queste informazioni. Lui ha subito detto che era ora di tornare a lavorare", ha aggiunto il coach.

Un momento che ha segnato l'inizio del percorso di miglioramento che ha portato Sinner ad aggiungere varietà al suo tennis e a diventare il giocatore inarrestabile che è oggi, con un servizio diventato letale e un repertorio tecnico molto più ampio.

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