Napoli, compagna sequestrata e picchiata con una mazza chiodata: fuga col figlio
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Redazione Interno
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Una donna di 24 anni è riuscita a scappare da una casa di Sant’Antonio Abate, in provincia di Napoli, dopo essere rimasta chiusa per due giorni con il figlio di sei anni e aver subito violenze con un bastone chiodato. La fuga è avvenuta nel momento in cui si è aperto lo sportello dell’auto: la vittima ha stretto il bambino al petto ed è corsa verso la caserma dei carabinieri per chiedere aiuto. L’episodio, iniziato nella notte tra l’11 e il 12 agosto, ha portato all’arresto di un uomo di 28 anni, accusato di sequestro di persona, lesioni personali aggravate e maltrattamenti in famiglia.
La fuga dalla casa e l’arrivo dai carabinieri
Secondo quanto emerso, la donna e il figlio sarebbero rimasti segregati all’interno di un’abitazione di Sant’Antonio Abate per 48 ore, durante le quali sarebbero avvenute aggressioni e minacce. La porta era chiusa a chiave e l’uomo avrebbe preteso dalla compagna una confessione su un presunto tradimento, arrivando a colpirla con un bastone chiodato e coinvolgendo anche il bambino durante le violenze. Dopo aver trovato un’occasione per allontanarsi, la vittima ha raggiunto la stazione dei carabinieri del piccolo comune a due passi da Castellammare di Stabia, dove ha bussato più volte al citofono con il figlio in braccio.
Quando la donna si è presentata ai carabinieri aveva evidenti lividi ed escoriazioni, mentre anche il bambino riportava segni delle aggressioni. È stato quindi richiesto l’intervento del 118 e madre e figlio sono stati accompagnati all’ospedale San Leonardo per gli accertamenti necessari. Nel referto sono state indicate policontusioni con ematomi ed escoriazioni multiple da aggressione: per la donna sono stati stabiliti 15 giorni di prognosi, mentre per il bambino 10 giorni.
L’arresto del 28enne e le accuse contestate
L’uomo arrestato dai carabinieri è un 28enne che gestisce un b&b a Sant’Antonio Abate, nel Napoletano. Nei suoi confronti sono state contestate le accuse di sequestro di persona, lesioni personali aggravate e maltrattamenti in famiglia dopo la ricostruzione dei fatti fornita dalla vittima e gli accertamenti effettuati dopo la fuga. La vicenda si è conclusa con l’intervento delle forze dell’ordine, che hanno raccolto il racconto della donna e accompagnato lei e il figlio in ospedale.
L’episodio ha coinvolto una giovane madre e un bambino di sei anni, rimasti per due giorni all’interno dell’abitazione prima di riuscire a lasciare il luogo in cui erano trattenuti. La donna, con il figlio tra le braccia, ha raggiunto direttamente la caserma dei carabinieri per chiedere protezione e raccontare quanto accaduto. Il bambino, dopo essere stato soccorso, ha poi ringraziato i carabinieri con un disegno.
Il soccorso dopo due giorni di violenze
A Sant’Antonio Abate, la richiesta di aiuto arrivata alla stazione dei carabinieri ha permesso di attivare immediatamente i soccorsi per madre e figlio. La donna si è presentata con le conseguenze fisiche delle aggressioni subite durante i due giorni trascorsi nella casa, mentre il piccolo mostrava a sua volta alcuni segni delle violenze. Il successivo intervento sanitario ha consentito di verificare le condizioni di entrambi prima dei provvedimenti nei confronti del 28enne.
La vicenda si è sviluppata tra le mura di un’abitazione del comune in provincia di Napoli e si è conclusa con l’arresto dell’uomo accusato di aver tenuto segregati la compagna e il bambino. La fuga della donna con il figlio ha interrotto una situazione durata 48 ore, portando la richiesta di aiuto direttamente ai carabinieri e facendo scattare gli interventi necessari per la loro tutela.
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