"Love is love…": a Gela e Cremona le voci contro l’odio nella giornata contro l’omolesbobitransfobia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre la Romania supera la Polonia come peggior Paese Ue per i diritti Lgbtqi+, e l’Italia rimane in fondo alla classifica di Ilga-Europe, oggi a Gela, tra i vialetti di Villa Bosco, si è alzato un coro che ha spezzato il silenzio abituale su queste battaglie. "Nessuno deve essere discriminato per ciò che è o per chi ama", hanno scandito i partecipanti all’iniziativa organizzata in occasione del 17 maggio, giornata istituita nel 2004 dopo la storica decisione dell’Oms di depennare l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali. Un appello che, sebbene ripetuto da anni, non ha perso la sua urgenza, soprattutto in un contesto come quello italiano, dove le aggressioni e le discriminazioni – come dimostrano i dati – non accennano a diminuire.

A Cremona, intanto, le associazioni Arcigay e Comitato Cremona Pride hanno scelto un tono più raccolto ma non meno incisivo: ai giardini di piazza Roma, durante un flashmob, sono state lette biografie di vittime di crimini d’odio, accompagnate dal gesto simbolico dell’accensione di fiaccole. Storie che, sebbene diverse per epoca e luogo, parlano tutte della stessa violenza, quella che colpisce chi non rientra in norme imposte. L’evento, organizzato nell’ambito della Rete Antidiscriminazioni, ha voluto ricordare come dietro ai numeri e alle classifiche – come quella che vede la Romania scivolare all’ultimo posto in Ue – ci siano persone la cui vita viene segnata dall’intolleranza.

In Campania, l’Osservatorio Lgbt regionale ha ribadito la necessità di "azioni concrete", sottolineando come la giornata non sia una semplice ricorrenza ma un monito a intervenire. Del resto, i criteri usati da Ilga-Europe per stilare la graduatoria – diritti riconosciuti, crimini d’odio, politiche inclusive – mostrano quanto sia ancora lunga la strada da percorrere, persino in Paesi che si definiscono progressisti. E se la Polonia, pur restando penultima, ha abbandonato l’ultimo posto, è solo perché altrove la situazione è peggiorata, non perché ci sia stato un reale avanzamento.

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