Salvini e Orban, un'ora di sintonia al Ministero tra ponte e critiche all'Europa

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un abbraccio caloroso, scandito all'arrivo e ripetuto all'uscita dopo un colloquio protrattosi per oltre sessanta minuti, ha suggellato l'incontro al Ministero delle Infrastrutture tra Matteo Salvini e Viktor Orban, il quale, giunto a Roma già da ieri, ha voluto inserire questa tappa in un fitto itinerario di incontri istituzionali. Quella che è stata descritta come una conversazione "affettuosa" ha permesso ai due di confrontarsi, in una piena sintonia di vedute, su scenari internazionali sempre più complessi, con un'attenzione particolare riservata alle questioni infrastrutturali e ai delicati equilibri geopolitici che caratterizzano il continente. Non è mancato, durante l'incontro, un momento significativo dinanzi al plastico del Ponte sullo Stretto, un'immagine che, più di molte parole, ha simbolicamente rappresentato la condivisione di una visione sulle grandi opere.

Le posizioni comuni sulle politiche Ue

Dal ministero di Porta Pia, nonostante le attese dei giornalisti accreditati, non sono trapelate dichiarazioni ufficiali da parte del premier ungherese, il quale, secondo quanto anticipato dallo stesso Salvini, avrebbe manifestato un certo fastidio verso la stampa italiana per il modo in cui è stata presentata la sua visita. Le uniche parole, che pure hanno chiarito la sostanza del dialogo, sono state quelle rilasciate in precedenza dal leader della Lega, il quale ha sottolineato la comune opposizione a quelle che sono state definite "politiche suicide dell'Europa", con un esplicito riferimento al Green Deal. Una presa di posizione netta, che segna una distanza incolmabile dalle linee guida comunitarie.

Il racconto vaticano su Orban e il Papa

Parallelamente al giro di visite istituzionali, si è svolto anche l'incontro tra Viktor Orban e Papa Leone XIV, un colloquio del quale ha riferito il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin. Intervenendo in margine a un evento dedicato alle nuove terapie geniche, Parolin ha definito quello in Vaticano un "incontro franco" e "bellissimo", pur non nascondendo che le posizioni emerse restano, al momento, "distanti". Il porporato ha tuttavia aggiunto che si cerca, con un dialogo aperto, di "avvicinarle sempre di più", lasciando intendere la complessità di un rapporto diplomatico che procede per gradi.

Le proteste politiche in Parlamento

La visita del leader ungherese non è però passata senza generare polemiche, che hanno trovato voce in un flashmob di protesta organizzato a Palazzo Chigi. Il deputato di +Europa Riccardo Magi ha espresso giudizi durissimi, etichettando Orban come un "traditore dell'Europa", colpevole, a suo dire, di aver continuato a criticare le sanzioni per poi aggirarle, mantenendo attivi gli acquisti di gas dalla Russia, tutto questo mentre l'Ungheria continua a beneficiare dei fondi comunitari. Accuse che risuonano come un contraltare alle immagini di cordialità scambiate tra i due leader.

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