Claudio Sala, da bandiera a vicepresidente: la Fondazione Filadelfia riparte con una leggenda granata
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Redazione Sport
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La Fondazione Filadelfia, proprietaria dello storico impianto e promotrice del progetto per il Museo del Torino, ha finalmente visto la nomina del suo nuovo consiglio d’amministrazione, un atteso passo burocratico che ne rende pienamente operativi gli organi statutari dopo un periodo di stasi. Tra i membri designati, che rappresentano la città, il club e le associazioni di tifosi, spicca particolarmente la figura che incaricherà la Regione Piemonte: Claudio Sala, leggendario capitano della squadra che vinse lo scudetto nel 1976. La scelta, fortemente voluta dall’assessore regionale con delega allo sport, non si limita a un mero ruolo rappresentativo, poiché al celebre ex calciatore, definito il "Poeta del gol", sarà affiancata anche la carica di vice-presidente della Fondazione, un incarico che lo stesso Sala ha definito inaspettato ma che accoglie con grande soddisfazione.
Un simbolo per riaccendere i sogni granata
La nomina, formalizzata in questi giorni, rappresenta molto più di un adempimento amministrativo, configurandosi come un gesto carico di valore simbolico per un’intera frangia di appassionati. Portare una bandiera della storia del club, quale è Claudio Sala, nel luogo fisico dove il Torino vinse sei dei suoi sette titoli nazionali e dove nacque il mito della squadra, significa tentare di riannodare i fili di una memoria collettiva che chiede di essere custodita e valorizzata. Il Filadelfia, infatti, non è solo un terreno di gioco abbandonato, bensì il cuore geografico e sentimentale attorno al quale ruota il progetto di un museo dedicato alle glorie granata, un’iniziativa a lungo inseguita e sulla quale convergono le speranze di molti.
Gli obiettivi concreti di una nuova partenza
Oltre alla dimensione affettiva e identitaria, la rinascita della Fondazione si muove anche su binari pratici e di medio termine. Lo stesso Claudio Sala, esprimendo la sua contentezza per la nomina, ha subito delineato uno degli obiettivi che intende perseguire: lavorare affinché la società possa disporre di un campo di allenamento di proprietà, una necessità infrastrutturale non secondaria per un club di massima serie. Questo impegno, unito alla missione prioritaria di realizzare il museo, delinea un mandato ambizioso per il nuovo consiglio, chiamato a tradurre in fatti concreti, e in tempi certi, aspettative sedimentate da anni.
Il percorso verso il museo e la valorizzazione dello storico impianto
La costituzione del rinnovato organo amministrativo, quindi, può essere considerata la prima pietra, seppur formale, di un cantiere più vasto che riguarda sia la memoria che il futuro. La Fondazione, con al suo interno rappresentanze istituzionali, societarie e dei tifosi – tra le quali un’altra storica figura come Angelo Cereser – si trova ora a dover coordinare gli sforzi per dare una sede fisica alla storia del Torino, custodendola proprio laddove essa è stata scritta. Il compito è delicato e complesso, poiché deve conciliare le esigenze di conservazione di un simbolo, il Filadelfia appunto, definito da Sala "simbolo per l’Italia", con le necessità progettuali e finanziarie di un’opera moderna e sostenibile, nella quale la comunità granata possa finalmente ritrovarsi.




