Katia Ricciarelli, a ottant'anni il ricordo di Baudo e la voce che incanta

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Nel salotto di "Verissimo", Katia Ricciarelli ha celebrato i suoi primi ottant'anni, un traguardo che la trova, per sua stessa ammissione, ancora lontana dai bilanci ma pronta a rievocare alcuni dei capitoli più intimi della sua vita. A Silvia Toffanin, in un colloquio confidenziale, la soprano ha mostrato l'anello che Pippo Baudo le regalò, sottolineando come quel giorno, che coincideva con il suo compleanno, avrebbe potuto segnare anche il quarantesimo anniversario di matrimonio. "A volte faccio fatica a non pensarlo più qui con noi" ha confessato, descrivendo quella del conduttore scomparso come una "grande mancanza" che persiste, nonostante il tempo passato.

Dalla rabbia al perdono, il carattere di un "cerino"

La Ricciarelli, del resto, ha rivelato un tratto del proprio carattere che ne ha plasmato le relazioni, rievocando anche un precedente momento di scontro proprio nella trasmissione. "Dopo la rabbia che ho avuto l'ultima volta qui da te" ha rivelato alla Toffanin, "ti posso dire che non porto rancore, io dimentico tutto". Un atteggiamento che lei stessa ha ricondotto all'infanzia e a un soprannome datole dalla madre: "cerino", a indicare una fiammata rapida e passeggera. Su Baudo, ha poi aggiunto una nota personale e dolente, spiegando come nessuno le avesse mai comunicato che le condizioni dell'uomo si fossero aggravate, lasciando intendere un rammarico per quell'assenza di notizie.

Gli amori e il timbro di una voce leggendaria

Il viaggio nei ricordi non ha trascurato gli altri grandi affetti, perché se Baudo fu un amore importante, la cantante lirica ne ha nominato un altro, definendolo "il mio grande amore": José Carreras. Il tenore spagnolo, con cui condivise la vita e la professione per un lungo periodo, resta dunque una figura centrale nella sua biografia sentimentale. A emergere, però, è soprattutto la consapevolezza di un dono che ha definito la sua esistenza: la voce. Quella voce che, come è stato scritto, rappresenta uno dei più bei timbri da soprano che il panorama lirico ricordi, e che ha segnato l'inizio di tutto, da Rovigo, dove nacque il 18 gennaio 1946, ai palcoscenici di tutto il mondo.

Una sorpresa tra "capricorno tremende"

La puntata è stata anche l'occasione per un incontro gioioso e inaspettato, perché a fare gli auguri alla Ricciarelli è comparsa Iva Zanicchi, che proprio nello stesso giorno festeggia il suo ottantaseiesimo compleanno. Le due dive, accomunate dal segno zodiacale del Capricorno, si sono scambiate tenerezze e battute, in un clima di autentica complicità. "Siamo uguali come carattere, due capricorno, tremende" hanno dichiarato a quattro mani, mentre la Zanicchi rievocava una loro precedente apparizione televisiva, cinque anni prima, con una spiritosa osservazione sulla pelle della collega. Un momento di leggerezza che ha coronato una riflessione più profonda, tra memorie d'amore, di carriera e di perdite.

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