Juve, la salita in Champions: con Bodo e Pafos si decide tutto
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La Juventus, che affronta un percorso europeo più insidioso del previsto, naviga in acque agitate dopo aver collezionato soltanto tre punti nelle prime quattro giornate della fase a gironi, un avvio che pochi avrebbero immaginato considerando le aspettative generate dall'arrivo di Igor Tudor sulla panchina bianconera. L'intenzione di voltare rapidamente pagina, chiudendo l'epoca Thiago Motta per imboccare una strada nuova, si è scontrata con una realtà ben diversa, fatta di risultati deludenti e di tre sconfitte consecutive che hanno di fatto segnato la fine dell'avventura di Tudor, il quale ha così subito un nuovo esonero. Anche Luciano Spalletti, chiamato a guidare la squadra in questa delicata fase, non è riuscito a imprimere la svolta immediata che molti si attendevano, dal momento che ieri sera, alla sua seconda partita alla guida della Juve, non ha ottenuto la prima vittoria in Champions League di questa stagione.
La prima impronta di Spalletti in Europa
Nonostante l'esito non vittorioso, la Juventus di Luciano Spalletti ha mostrato segni di un'identità in costruzione durante la partita contro lo Sporting, dimostrando una personalità di gioco che in precedenza latitava. Quella vista non è stata una rivoluzione radicale, bensì un'evoluzione graduale verso un assetto più definito, il 3-4-2-1, che ha garantito alla squadra una compattezza notevole, con i giocatori raccolti in uno spazio di circa trenta, trentacinque metri e dotati di un'aggressività e una reattività migliori. Tra le novità più visibili, spicca il ruolo di Weston McKennie, schierato come esterno di fascia a tutto campo, una scelta tattica che ha fornito alla formazione una spinta inedita lungo le corsie laterali.
La classifica e il percorso in salita
Il pareggio ottenuto contro il club portoghese, l'ennesimo dopo quelli già messi a referto con Borussia Dortmund e Villarreal, oltre alla sconfitta patita contro il Real Madrid, ha lasciato i bianconeri in una posizione di grande difficoltà in classifica, ovvero al ventitreesimo posto con quel misero bottino di tre punti. Una situazione che complica notevolmente i piani per il raggiungimento del traguardo minimo, rappresentato dalla qualificazione ai playoff, obiettivo che al momento appare distante e per il quale servirà una rapida e netta inversione di tendenza.
Le prossime sfide decisive
Proprio in questo contesto, le imminenti partite contro il Bodo e il Pafos assumono un'importanza cruciale, diventando degli appuntamenti decisivi per le sorti della squadra nella competizione. Sono incontri che la Juve non può assolutamente permettersi di fallire, se vuole mantenere vive le sue chance di accesso alla fase successiva e iniziare a scalare la classifica generale, recuperando quel terreno perduto che al momento la vede staccata dalle posizioni utili. Molti di loro, i giocatori, dovranno dare il meglio per cercare di portare a casa i tre punti, essenziali per rilanciare una campagna europea finora deludente.




