I Son Lux raccontano come la loro musica malinconica abbia conquistato Marvel per "Thunderbolts"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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A convincere il trio statunitense Son Lux – composto da Ryan Lott, Ian Chang e Rafiq Bhatia – a firmare la colonna sonora di Thunderbolts, ultimo capitolo del Marvel Cinematic Universe in arrivo nelle sale italiane dal 30 aprile, è stata la richiesta del regista Jake Schreier. "Ci ha contattati perché cercava qualcosa di diverso", spiegano i musicisti, sottolineando come la loro cifra stilistica, caratterizzata da una vena malinconica e da una "crudezza emotiva", sia stata considerata ideale per il film. "Per noi comporre è un processo quasi terapeutico", aggiungono, senza nascondere la sorpresa per aver trovato spazio in un progetto tanto mainstream.
Quella dei Son Lux non è l’unica novità legata a Thunderbolts, che segna il ritorno sul grande schermo di personaggi già noti al pubblico Marvel, interpretati da Sebastian Stan, Florence Pugh e David Harbour. A differenza di altri titoli del franchise, però, qui non sono state le scene d’azione a mettere alla prova il cast. "La parte più spaventosa? Tenere tutto segreto", ammettono gli attori, riferendosi alla politica di riserbo che da sempre circonda l’MCU.
Il film, diretto dallo stesso Schreier – già autore di Città di carta –, si basa sull’omonimo fumetto Marvel, ma arriva in un momento delicato per la casa di produzione. Negli ultimi anni, l’universo cinematografico della Marvel è diventato sempre più intricato, costringendo gli spettatori a recuperare decine di pellicole e serie per districarsi tra le trame. E se Thunderbolts viene descritto da alcune anteprime come uno dei migliori lavori recenti, c’è chi osserva che il giudizio è influenzato dal generale declino qualitativo post-Endgame.




