Aggressione al San Matteo di Pavia, 19enne arrestato dopo aver picchiato e minacciato un infermiere
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Redazione Interno
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Un nuovo episodio di violenza negli ospedali lombardi, e stavolta il palcoscenico è il pronto soccorso del Policlinico San Matteo di Pavia, dove nella tarda mattinata di domenica 23 agosto un paziente di appena 19 anni, dopo essere stato sottoposto a sedazione per gli effetti di un mix di alcol e droghe, ha letteralmente perso il controllo scagliandosi contro un operatore sanitario.
Le conseguenze di quell’accesso d’ira, che ha visto il giovane infermiere di 22 anni bersaglio di calci, pugni e pesanti minacce di morte, hanno spinto i carabinieri a procedere con l’arresto in flagranza, portando il diciannovenne in tribunale per la direttissima. L’episodio, che si inserisce in una preoccupante scia di atti di violenza contro il personale medico, ha trovato il suo culmine quando il ragazzo, ormai fuori controllo, ha anche devastato il citofono utilizzato per il triage, costringendo il personale a richiedere l’intervento delle forze dell’ordine.
La dinamica di una domenica di ordinaria follia
Tutto ha avuto inizio nelle prime ore del mattino, intorno alle sei e mezza, quando un equipaggio del 118 è stato chiamato a intervenire in località Ca' della Terra, alla periferia di Pavia, per un ragazzo in evidente stato di agitazione che aveva appena avuto una violenta discussione con i genitori.
Il giovane, di origini nordafricane e residente in zona, lavora come magazziniere e, stando alle prime ricostruzioni, avrebbe fatto abuso di un pericoloso cocktail di sostanze stupefacenti e alcol, tanto da rendere necessario il trasporto d'urgenza al vicino Policlinico San Matteo per evitare conseguenze ancora più gravi.
Una volta in ospedale, i medici hanno subito praticato una prima sedazione per calmare gli effetti dell'intossicazione, ma già nella tarda mattinata i sanitari si sono resi conto che quella prima somministrazione non era bastata: ne è stata quindi necessaria una seconda, nella speranza di stabilizzare le condizioni del paziente e permettergli di smaltire quanto aveva assunto.
Purtroppo, però, gli effetti del secondo farmaco sono durati ben poco, e nel primo pomeriggio il diciannovenne si è risvegliato in preda a un'ira incontrollabile che lo ha portato a scagliarsi contro l'infermiere che si stava occupando di lui, un ragazzo di appena 22 anni, colpendolo con calci e pugni mentre gli urlava frasi del tipo «Fatemi uscire, adesso gli sparo, lo gambizzo quell’infermiere di m...».
Minacce di morte e danni materiali al triage
L'aggressione, avvenuta nel pieno del normale affollamento domenicale del pronto soccorso, ha subito gettato nel panico gli altri pazienti presenti e i colleghi della vittima, che hanno assistito impotenti alla furia del giovane mentre questo, dopo aver colpito l'infermiere, si è scagliato contro le strutture del reparto. Il 19enne ha infatti preso di mira il citofono del triage, spaccandolo in più punti e causando un danno che ha reso momentaneamente più difficile la gestione degli accessi, in un momento in cui il personale era già sotto pressione per gestire l'emergenza.
La sua condotta violenta, che non accennava a placarsi nonostante i tentativi di calmarlo da parte degli altri operatori, ha costretto i presenti a chiamare i carabinieri, i quali sono giunti sul posto in pochi minuti e hanno proceduto con il fermo del ragazzo, mettendolo in stato di arresto per resistenza, lesioni personali aggravate nei confronti di un operatore sanitario e danneggiamento.
Durante la notte tra domenica e lunedì, il diciannovenne è stato trattenuto in caserma in attesa del rito direttissimo che si è tenuto nella mattinata di lunedì 24 agosto presso il tribunale di Pavia, dove il giudice dovrà ora valutare le misure cautelari da applicare a un giovane che, con ogni probabilità, dovrà rispondere di atti che la legge considera particolarmente gravi quando commessi ai danni di chi lavora in corsia.
Una scia di episodi che preoccupa Pavia
Non è purtroppo il primo caso di violenza al San Matteo, ma la giovane età dell'aggressore e la ferocia delle minacce hanno desta particolare impressione tra gli operatori del pronto soccorso, che già da tempo denunciano un clima di crescente tensione negli ospedali.
Per ironia della sorte, l'arresto del 19enne è avvenuto a poche ore di distanza da un altro episodio di follia che ha messo a rischio la sicurezza pubblica a Pavia: nella mattina di lunedì 24 agosto, infatti, un uomo si è impossessato di un muletto utilizzato per i lavori alle banchine della stazione ferroviaria, lanciandosi con il mezzo sui binari e percorrendo circa 150 metri in direzione Voghera prima che il mezzo si rovesciasse, costringendolo a fuggire a piedi e lasciando gli investigatori a cercare di ricostruire l'accaduto per capire se vi sia un nesso tra le due vicende.
Sebbene le indagini siano ancora in corso e non vi siano al momento elementi per collegare i due fatti, la città pavese si ritrova a fare i conti con due episodi di violenza e insensatezza che mettono in luce le fragilità di un sistema, quello del soccorso e della sicurezza pubblica, spesso chiamato a gestire situazioni al limite.
Le condizioni dell'infermiere aggredito, per fortuna, non destano particolare preoccupazione, anche se il trauma psicologico per un attacco subito mentre si stava semplicemente svolgendo il proprio dovere potrebbe rivelarsi difficile da superare, e i sindacati di categoria hanno già annunciato che seguiranno da vicino l'evolversi della vicenda giudiziaria.
Il percorso giudiziario e le accuse per il 19enne
Per il giovane magazziniere, che al momento dell'aggressione era ancora sotto l'effetto delle sostanze assunte nonostante la doppia sedazione, si prospettano ora conseguenze legali piuttosto serie: l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale, che in questo caso si configura per l'opposizione all'intervento dei carabinieri, si somma a quella di lesioni personali aggravate dall'aver agito contro un operatore sanitario, un'aggravante che il codice penale prevede proprio per tutelare chi lavora in ambito medico, e a quella di danneggiamento per il citofono distrutto.
La direttissima di lunedì mattina ha visto il giovane comparire davanti al giudice, che dovrà decidere se convalidare l'arresto e quali misure cautelari adottare, considerando anche il fatto che il ragazzo non ha precedenti penali rilevanti, anche se il comportamento tenuto in ospedale, con minacce di morte esplicite come «gli sparo», potrebbe orientare la magistratura verso una soluzione che tenga conto della pericolosità del soggetto in quel momento.
Resta intanto l'amarezza tra i sanitari del San Matteo, che ancora una volta si vedono costretti a fare i conti con episodi di violenza in un luogo che dovrebbe essere dedicato esclusivamente alla cura e alla guarigione, una questione che ormai da anni rappresenta una piaga per il sistema sanitario nazionale e che richiederebbe interventi strutturali per garantire maggiore sicurezza a chi ogni giorno si trova a fronteggiare situazioni di emergenza senza avere la protezione necessaria.
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