Trump sull’Ucraina: chiederà all’Europa i soldi delle armi di Biden
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Redazione Esteri
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Donald Trump vuole chiedere all’Europa e alla Nato di pagare le armi che l’amministrazione di Joe Biden aveva fornito gratuitamente all’Ucraina. Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato la nuova posizione intervenendo direttamente sul suo social, dove ha scritto: “Chiederemo quei soldi, anche se con un certo ritardo!”. La questione del sostegno americano a Kiev torna così al centro dell’agenda di Trump, che da tempo chiede agli europei di sostenere una quota maggiore dei costi legati agli aiuti occidentali all’Ucraina nella guerra con la Russia. L’annuncio riguarda quindi le forniture già concesse durante la precedente amministrazione e introduce la richiesta di un rimborso rivolto agli alleati europei e alla Nato.
Trump chiede all’Europa di ripagare gli aiuti all’Ucraina
La richiesta annunciata da Trump riguarda gli aiuti statunitensi concessi all’Ucraina sotto la presidenza di Joe Biden e, in particolare, le armi che erano state fornite senza un pagamento da parte di Kiev. Il presidente Usa ha indicato esplicitamente europei e Nato come i soggetti ai quali intende chiedere il denaro, inserendo il tema nel più ampio confronto sulla distribuzione dei costi del sostegno occidentale. Trump sostiene infatti da tempo che i Paesi europei debbano assumersi una parte maggiore dell’impegno economico collegato alla guerra iniziata da oltre quattro anni. La dichiarazione del 4 settembre 2026 rende questa impostazione più concreta, perché sposta l’attenzione dalle future forniture anche al costo degli aiuti già inviati durante l’amministrazione precedente.
Nello stesso intervento Trump ha parlato anche della produzione e della destinazione delle munizioni statunitensi. Gli Stati Uniti, ha affermato, stanno “producendo munizioni a ritmi senza precedenti” e stanno riempiendo le proprie scorte per prepararsi “a qualsiasi eventualità”. Il presidente è intervenuto così nel dibattito sulla carenza di munizioni e armi americane seguito alla guerra in Iran, spiegando che al momento Washington sta destinando le munizioni innanzitutto alle proprie necessità anziché venderle ad altri Paesi. Le vendite agli alleati, secondo quanto dichiarato da Trump, dovrebbero comunque riprendere presto, mentre la priorità immediata resta il rafforzamento delle scorte degli Stati Uniti.
Zelensky annuncia nuovi contatti Usa tra Kiev e Russia
Parallelamente alla richiesta economica avanzata da Trump, proseguono i contatti diplomatici sulla guerra in Ucraina. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha reso noto che gli inviati americani Jared Kushner e Steve Witkoff saranno a Kiev nei prossimi giorni per riprendere i negoziati. Zelensky ha inoltre aggiunto che è prevista anche una loro visita in Russia, indicando quindi una nuova fase di contatti americani con entrambe le parti. L’iniziativa si colloca mentre Washington continua a cercare uno spazio negoziale e mentre, sul piano politico ed economico, Trump torna a mettere in discussione il modo in cui è stato finanziato il sostegno militare all’Ucraina durante la presidenza Biden.
Dal Cremlino è arrivata intanto una valutazione prudente sulla possibilità di una soluzione negoziata. Il portavoce Dmitry Peskov ha dichiarato che non si può escludere la possibilità di raggiungere una soluzione pacifica, ma ha precisato che al momento non esistono presupposti concreti. Peskov ha comunque affermato che il lavoro prosegue e che i contatti continuano, riconoscendo anche una buona volontà americana verso una soluzione pacifica e indicando la disponibilità russa a proseguire il confronto. Le dichiarazioni russe si intrecciano così con l’annunciata missione di Kushner e Witkoff e con la nuova pressione di Trump sugli alleati europei per il rimborso delle armi già fornite a Kiev.
Il quadro che emerge dalle dichiarazioni raccolte il 4 settembre mette sullo stesso piano due dossier che procedono contemporaneamente: da una parte il costo degli aiuti militari già concessi all’Ucraina, dall’altra la ripresa dei negoziati attraverso gli inviati statunitensi. Trump chiede che Europa e Nato paghino per forniture precedentemente sostenute dagli Stati Uniti, mentre Zelensky conferma l’arrivo a Kiev di Kushner e Witkoff e una successiva visita in Russia. Nel frattempo Washington concentra una parte della propria produzione di munizioni sul ripristino delle scorte interne, pur annunciando che le vendite agli alleati riprenderanno. Sul fronte diplomatico, il Cremlino mantiene aperta la possibilità di una soluzione pacifica senza indicare, per ora, condizioni concrete per raggiungerla.
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