Verratti ipoteca il futuro: «Entro in società, è sicuro. Questa vittoria mi ha ricordato l’exploit con Zeman»
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Redazione Sport
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Pescara non è solo una città in festa per la promozione in Serie B, conquistata ai rigori contro la Ternana, ma anche il teatro di un ritorno che sa di riscatto. Marco Verratti, il centrocampista cresciuto tra le file del Delfino prima di approdare al Paris Saint-Germain e diventare un nome di peso nel calcio internazionale, ha scelto di investire nel club che lo ha lanciato. Acquisirà il 50% delle quote, affiancando l’attuale patron Daniele Sebastiani, che manterrà il ruolo di presidente esecutivo.
Lo stadio Adriatico-Cornacchia, gremito da ventimila tifosi esultanti, ha accolto il suo nome con un coro unanime quando lo speaker lo ha annunciato. Verratti, presente in tribuna con la famiglia – incluso il figlio già in maglia biancazzurra – ha risposto con un sorriso e un gesto di saluto. «È un progetto sicuro», ha dichiarato, paragonando l’emozione di questa serata a quella vissuta anni fa con Zdeněk Zeman, l’allenatore che lo fece esordire in Serie A.
Sul campo, intanto, a scrivere la storia è stato Alessandro Plizzari. Il portiere, con tre parate decisive ai rigori e una serie di interventi salvifici durante i tempi regolamentari, ha incarnato il riscatto di una squadra e di una carriera. «Qui ho ritrovato me stesso», ha confessato a fine partita, mentre le lacrime gli rigavano il volto. Una vittoria che per Silvio Baldini, tecnico del Pescara, è stata l’occasione per un j’accuse senza filtri: «Il calcio è un ambiente di ipocriti, gestito da procuratori e direttori sportivi senza scrupoli». Sulla Nazionale, invece, ha preferito non addentrarsi troppo: «Spalletti non è il problema», ha tagliato corto, lasciando intendere che le critiche dovrebbero rivolgersi altrove.




