Google Pixel, l’aggiornamento di marzo 2026 trasforma gli smartphone in mattoni: batteria a terra e bootloop
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Avere tra le mani un oggetto tecnologicamente avanzato – pagato talvolta cifre considerevoli – che improvvisamente smette di funzionare come dovrebbe, o peggio ancora che diventa inutilizzabile, è una delle esperienze più frustranti per un utente. Ed è proprio ciò che stanno vivendo in queste settimane i possessori di Google Pixel, i quali, dopo aver installato il tanto atteso Pixel Drop di marzo 2026, si sono trovati di fronte a un’autonomia crollata verticalmente o, nei casi più gravi, a un dispositivo ridotto a un fermacarte digitale. Le segnalazioni, partite dai canali ufficiali di supporto e amplificate a dismisura su Reddit, dipingono il quadro di un aggiornamento che, anziché migliorare l’esperienza, ha innescato due distinti (e altrettanto gravi) malfunzionamenti: un consumo parassita della batteria e un ciclo di riavvio infinito (bootloop) che blocca il telefono sul logo “G”.
Batteria che si scioglie come neve al sole, anche a telefono fermo
Il primo dei due fronti caldi riguarda l’alimentazione. Chi possiede un Pixel delle ultime generazioni, lo si parli del 9, del 10 o anche dei meno recenti 7 e 8, sta notando un calo dell’autonomia semplicemente anomalo. Non si tratta della normale usura dovuta al tempo, ma di un drenaggio immediato: ci sono utenti che hanno visto la durata della propria batteria ridursi di oltre un terzo, passando da un’intera giornata di utilizzo a malapena a poche ore. La situazione paradossalmente peggiora quando lo smartphone è inattivo, magari lasciato la sera sul comodino; la carica svanisce nel nulla senza che un’app specifica sembri esserne la causa.
Secondo le analisi condotte da alcuni utenti particolarmente esperti – che hanno spulciato i log di sistema – la causa sarebbe da ricercare in un bug di basso livello del firmware della banda base, qualcosa che riguarda il modulo GPS. Sostanzialmente, il processore del telefono non riesce più a entrare in una vera e propria “deep sleep” (stato di riposo profondo). Il modem e il GPS continuano a scambiarsi dati anche quando non servono, tenendo la CPU attiva inutilmente e consumando energia preziosa. La conferma ufficiale da parte di Google, va detto, manca ancora, e l’aggiornamento di aprile rilasciato qualche giorno fa non ha purtroppo risolto la questione.
Recovery mode ko e smartphone in loop: il secondo bug che blocca tutto
Se il consumo anomalo è un problema serio ma permette comunque di accedere ai dati, c’è una seconda falla ben più grave che sta mettendo ko i dispositivi. Numerosi utenti raccontano di aver visto il proprio Pixel entrare in un ciclo di riavvio continuo subito dopo l’aggiornamento. Il telefono si accende, mostra il logo “G” di Google, poi si spegne e ricomincia, senza mai arrivare alla schermata principale. La situazione è drammaticamente aggravata dal fatto che, in molti casi documentati, non è possibile accedere nemmeno alla modalità di recupero (recovery mode), l’ultima ancora di salvezza che di solito permette di ripristinare i dati di fabbrica.
Google ha ufficialmente riconosciuto l’esistenza di questo secondo bug, dichiarando attraverso il proprio Issue Tracker che i tecnici sono “attivamente al lavoro per identificare una soluzione”. La transizione non è stata indolore: i modelli coinvolti spaziano dai vecchi Pixel 6 fino ai nuovissimi Pixel 10 appena usciti, e per molti di loro, al momento, non esiste un fix fai-da-te che non richieda competenze tecniche specifiche come l’uso del PC per flashare manualmente il sistema operativo.
Un marzo 2026 da dimenticare per i dispositivi made by Google
Quello che rende unica questa ondata di malfunzionamenti, rispetto ai soliti piccoli bug post-aggiornamento, è l’ampiezza della platea colpita e la natura dei sintomi. Non siamo di fronte a una feature che non funziona, ma a due problematiche che compromettono pesantemente l’usabilità base di uno smartphone: la possibilità di usarlo senza essere legati a una presa di corrente e quella di accenderlo. I forum ufficiali sono pieni di segnalazioni che descrivono una “valanga” di problemi, e la mancata correzione da parte dell’update di aprile lascia presagire che la soluzione definitiva (si spera con il patch di maggio) sia ancora lontana per chi oggi si ritrova con un dispositivo poco autonomo, o addirittura inutilizzabile.




