L’incidente di Lignano e l’appello del Cnddu: «Non solo responsabilità, servono nuove regole per le gite»
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Resta in condizioni critiche, intubato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, il diciottenne di Monopoli precipitato nel cortile di un hotel a Lignano Sabbiadoro nella serata di domenica 3 maggio. Lo studente – che frequenta l’ultimo anno del liceo scientifico Galileo Galilei-Marie Curie del capoluogo pugliese – era in gita scolastica con la sua classe quando, allontanatosi presumibilmente dal gruppo dopo cena, è caduto da un’altezza di circa dieci metri rispetto al piano stradale. Alla dinamica dell’accaduto, che i compagni hanno raccontato agli inquirenti come avvenuta mentre il giovane si trovava in camera da solo, la Procura di Udine ha dato il via a un fascicolo per chiarire se si tratti di un tragico incidente o se emergano altri elementi.
Una lettura che va oltre l’emergenza
A fronte di questo ennesimo episodio di cronaca che coinvolge un istituto scolastico durante un viaggio di istruzione, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (Cnddu) ha rotto il silenzio con una nota che prova a spostare il tiro: non basta, scrivono gli insegnanti, limitarsi a inseguire le singole responsabilità penali o a metabolizzare lo shock come una fatalità. Per l’associazione che riunisce i docenti, infatti, la gita non è una pausa dall’attività didattica ma «un’estensione significativa del percorso educativo», un contesto ad alta complessità dove il margine di imprevedibilità – rispetto alla routine scolastica – si amplifica. Ed è proprio in questo scarto, che trasforma l’autonomia concessa agli studenti in una variabile difficile da controllare, che il Cnddu individua la necessità di una riflessione strutturale.
La sicurezza come competenza etica
Secondo la visione espressa dal coordinamento, ridurre la prevenzione alla compilazione di moduli o alla presenza fisica di un docente nei corridoi significherebbe tradire la complessità del problema. «Educare ai diritti umani – si legge nel documento diffuso in queste ore – significa anche educare alla tutela della propria integrità e di quella altrui, sviluppando una competenza etica capace di orientare i comportamenti anche in assenza di controllo diretto». Una posizione che non assolve certo la scuola dai suoi doveri di vigilanza, ma che prova a trasferire il cuore della questione sul terreno della consapevolezza formativa: se il rischio, in un viaggio fuori sede, non è mai riducibile a zero, allora diventano cruciali la preparazione condivisa e un’alleanza rafforzata tra studenti, famiglie e personale accompagnatore.
La proposta delle nuove linee guida
Dalla riflessione pedagogica, il Cnddu prova a far germogliare una soluzione operativa. L’appello, in particolare, si rivolge al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara affinché la politica promuova una revisione delle linee guida nazionali sui viaggi di istruzione, superando l’approccio puramente organizzativo. Tra le richieste principali spicca l’introduzione di un «patto educativo di corresponsabilità esperienziale»: un percorso preparatorio, obbligatorio, che coinvolgerebbe studenti e docenti in simulazioni di situazioni critiche e nella stesura condivisa di regole che – nelle aspettative del sindacato degli insegnanti – dovrebbero essere interiorizzate piuttosto che subite. Parallelamente, si ipotizza l’istituzione di moduli formativi certificati per i professori accompagnatori, focalizzati sulla gestione dei gruppi in contesti non formali, accanto a una riflessione più di lungo termine sull’introduzione di figure di supporto educativo specializzate.
La dinamica dell’inchiesta aperta dalla Procura
Mentre il dibattito sulla sicurezza scolastica si riaccende, gli accertamenti giudiziari procedono senza sosta nella magistratura friulana. A quanto risulta dalle prime ricostruzioni, il giovane – descritto dai compagni come uno studente serio e brillante (tanto da essersi qualificato per le finali nazionali delle Olimpiadi di Fisica) – avrebbe raggiunto la camera dopo cena. Pochi istanti dopo i compagni si sarebbero accorti della caduta nel cortile, lanciando l’allarme. I sanitari giunti sul posto hanno stabilizzato il ragazzo prima del trasferimento in elisoccorso a Udine, dove i medici lo hanno ricoverato in codice rosso a causa delle gravissime lesioni riportate nell’impatto. Nessuna ipotesi al momento è stata scartata dagli inquirenti, che stanno vagliando le testimonianze raccolte tra i docenti e il personale della struttura ricettiva; decisive, nelle prossime ore, potrebbero rivelarsi le immagini degli impianti di videosorveglianza dell’albergo.




