Suicidi nelle carceri italiane: un'emergenza in aumento
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Redazione Interno
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Un uomo di 45 anni, detenuto nel carcere di Lecce da due anni, si è tolto la vita. Questo tragico evento segna l'inizio del 2024 e sottolinea un problema crescente nelle carceri italiane: il suicidio dei detenuti.
L'incidente a Lecce
L'uomo, originario di Taranto, è stato trovato morto nella sua cella. Si è impiccato alle sbarre durante il cambio del turno. Nonostante fosse stato segnalato come in stato di frustrazione e indirizzato a uno psichiatra, il dramma non è stato evitato. Ruggiero Damato, segretario regionale Osapp, ha espresso la sua amarezza e il suo cordoglio per la famiglia del detenuto.
Un problema nazionale
Questo non è un caso isolato. Solo pochi giorni prima, un detenuto italiano di 64 anni si è tolto la vita nella casa circondariale Don Bosco di Pisa. Gli agenti della penitenziaria, che hanno scoperto il corpo, si sono detti "costernati e affranti". Donato Capece, segretario generale del Sindacato autonomo polizia penitenziaria, ha definito questi suicidi "una sconfitta per lo Stato e per tutti noi che lavoriamo in prima linea".
Statistiche allarmanti
Le statistiche sono allarmanti: un suicidio ogni 60 ore nelle carceri italiane. Da inizio anno, sono già 20 i detenuti che si sono tolti la vita. Tra questi, un detenuto del penitenziario di Rieti che a gennaio è morto in ospedale dopo un lungo sciopero della fame per protesta. Questi numeri sottolineano l'urgenza di affrontare il problema del suicidio nelle carceri italiane.




