UniCredit ottiene il via libera della BCE su Commerzbank: ora la strada verso il controllo è più corta

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Redazione Economia Redazione Economia   -   UniCredit ha ricevuto dalla Banca Centrale Europea l'autorizzazione a superare la soglia del 30% del capitale di Commerzbank e ad aumentare ulteriormente la propria partecipazione senza limiti massimi. Il via libera, annunciato il 15 ottobre, rappresenta un passaggio decisivo per l'operazione guidata da Andrea Orcel, che punta ad assumere il controllo dell'istituto tedesco entro la fine dell'anno.

La decisione dell'Eurotower conferma la valutazione positiva della vigilanza sulla transazione e sulla solidità patrimoniale del gruppo milanese, come si legge nella nota diffusa da piazza Gae Aulenti.

I numeri di una partita iniziata due anni fa

L'operazione affonda le radici nella primavera del 2026, quando UniCredit ha lanciato un'offerta pubblica di scambio sulle azioni Commerzbank. Al termine del periodo di adesione, gli azionisti della banca tedesca hanno apportato titoli pari al 17,6% del capitale. Sommando le partecipazioni dirette e gli strumenti finanziari con diritto di consegna su ulteriori quote, la banca italiana è arrivata a detenere il 47,59% del capitale, corrispondente al 49,65% dei diritti di voto esercitabili al netto delle azioni proprie.

Si tratta di una quota che colloca UniCredit a un passo dalla maggioranza assembleare, ma che finora non poteva essere superata senza il placet della vigilanza europea.

Cosa cambia con l'autorizzazione della BCE

Il nulla osta dell'Eurotower rimuove uno degli ostacoli regolamentari più rilevanti dell'intera operazione. UniCredit potrà ora incrementare la propria quota oltre il 30% senza i vincoli finora imposti, un passaggio che nel linguaggio della vigilanza bancaria segna il superamento di una soglia considerata spartiacque per l'influenza su un istituto partecipato.

Restano tuttavia da completare gli ultimi passaggi autorizzativi: l'esame antitrust della Commissione europea, atteso entro metà novembre, e il via libera dell'autorità di vigilanza polacca, necessario per il controllo indiretto di mBank, partecipata al 69,1% da Commerzbank. Il completamento di questi procedimenti è previsto verso la fine dell'anno, quando UniCredit arriverà a detenere circa il 50% dei diritti di voto e potrà assumere formalmente il controllo della banca tedesca.

Il piano Unlocked e il nodo della governance

Una volta ottenuto il controllo, il primo dossier sul tavolo riguarda il rinnovo dei vertici. Secondo quanto ricostruito, UniCredit punta a convocare un'assemblea straordinaria all'inizio del 2027, al più tardi a febbraio, per ridisegnare il consiglio di sorveglianza e, a cascata, il consiglio di amministrazione. L'uscita dell'attuale presidente Jens Weidmann e dell'amministratrice delegata Bettina Orlopp, che ha guidato la resistenza al progetto di Orcel, appare a quel punto probabile.

Sul piano industriale, lo schema da seguire è quello del piano "Unlocked", che prevede una prima fase di trasformazione di Commerzbank come entità autonoma fino al 2028, con l'obiettivo di allinearla agli standard di efficienza del gruppo, prima della fusione vera e propria con HypoVereinsbank, la controllata tedesca di UniCredit. L'ipotesi allo studio è una fusione inversa in cui sarebbe Commerzbank a incorporare HVB, soluzione che permetterebbe di mantenere la sede e la quotazione a Francoforte, come richiesto da Berlino.

Le condizioni poste dal governo tedesco

Il governo federale, che detiene circa il 13% del capitale di Commerzbank, ha accompagnato l'operazione con una serie di richieste specifiche. Il ministro delle Finanze Lars Klingbeil ha definito "costruttivi" i colloqui con UniCredit sulle condizioni per l'acquisizione, indicando che la posizione dell'esecutivo riguarda la permanenza della sede a Francoforte, la salvaguardia dei dipendenti e il sostegno alle piccole e medie imprese tedesche. Sul fronte occupazionale, il piano Unlocked prevede circa 7.000 uscite in Germania nell'arco di cinque anni, da realizzare principalmente attraverso prepensionamenti volontari e turnover naturale, un numero inferiore ai tagli ipotizzati in un primo momento. La combinazione tra Commerzbank e HVB darebbe vita a un gruppo con oltre 600 filiali in Germania, una quota di mercato sui prestiti corporate di circa l'8% e più di 35 milioni di clienti.

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