La cometa 3I/Atlas e il dibattito sulla sua natura, tra immagini della Nasa e teorie
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Le nuove immagini della cometa 3I/Atlas, diffuse pubblicamente dall'agenzia spaziale americana in una conferenza stampa tenuta il 19 novembre, confermano ciò che gli scienziati avevano già annunciato: l'oggetto, il terzo di origine interstellare mai individuato mentre attraversa il nostro sistema solare, non rappresenta alcuna minaccia per il nostro pianeta. La sua traiettoria, del resto, è stata monitorata con un'imponente campagna di osservazione che ha mobilitato, fin dal giorno della sua scoperta avvenuta lo scorso primo luglio grazie al telescopio Atlas in Cile, una dozzina di strumenti diversi. Sonde dedicate allo studio del Sole, rover operanti sulla superficie marziana, telescopi spaziali e osservatori terrestri hanno tutti puntato i loro sensori verso il visitatore cosmico, raccogliendo dati che ne hanno escluso qualsiasi pericolosità e che, al contempo, hanno alimentato un acceso dibattito scientifico sulla sua effettiva natura.
Uno sguardo dall'Italia e dallo spazio
A testimoniare l'interesse globale per questo evento celeste, l'Astronomy Picture of the Day della Nasa ha recentemente proposto uno scatto realizzato dall'italiano Rolando Ligustri, che ritrae la cometa nella sua fugace apparizione. L'immagine, che si aggiunge a quelle catturate dai dodici strumenti dell'agenzia americana, rappresenta solo un tassello di un più vasto programma di sorveglianza, il quale continuerà a seguire il transito di 3I/Atlas mentre essa prosegue il suo viaggio attraverso il sistema solare, offrendo ulteriori occasioni di studio per gli scienziati di tutto il mondo.
La replica della Nasa alle speculazioni
Proprio il rilascio ufficiale delle immagini, attesissimo anche a causa delle teorie sulla possibile natura artificiale dell'oggetto promosse dall'astrofisico di Harvard Avi Loeb, ha spinto la Nasa a prendere una posizione pubblica e netta sulla questione. Consapevole del polverone sollevato dalle ipotesi più audaci, l'agenzia ha affidato all'amministratrice associata Amit Kshatriya una dichiarazione che non ammette ambiguità: "Questo oggetto è una cometa". Una presa di posizione, questa, che affronta direttamente le voci più eccentriche e che si basa sull'analisi dei dati raccolti, i quali descrivono le caratteristiche tipiche di una cometa e non quelle di un artefatto tecnologico.
Il caso della "gemella" terrestre
Mentre l'attenzione è catalizzata dal visitatore interstellare, un'altra cometa che porta lo stesso nome, la ATLAS (C/2025 K1), sta vivendo una sua drammatica evoluzione in una regione di cielo non lontana dalla Stella Polare. Qui, l'oggetto celeste sta andando incontro a un processo di frammentazione, un vero e proprio disgregamento che ha colto di sorpresa gli astronomi. Il fotografo Michael Jäger, che ne ha seguito le fasi per settimane, ha documentato una serie di improvvisi incrementi di luminosità a inizio novembre, preludio alla divisione della cometa in tre frammenti distinti e più brillanti, offrendo uno spettacolo inatteso e parallelo a quello del suo omonimo interstellare.




