Capello e il rebus Milan: “Leao non è mai maturato, il timing dell’addio è sospetto”
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Redazione Sport
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“Fa un po’ tristezza essere consapevoli di dover scendere di livello quando si torna a parlare di cose nostrane”. Fabio Capello, appena rientrato a Malpensa dalla finale di Champions League tra Psg e Arsenal (seguita come opinionista per Sky), non usa giri di parole nel commentare l’attuale stato di salute del calcio italiano e, in particolare, quello del Milan.
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Il tecnico, che sulla panchina rossonera ha vinto una Coppa dei Campioni nell’indimenticabile notte di Atene contro il Barcellona, osserva con un misto di amarezza e realismo lo scenario di totale ricostruzione in atto a Milanello: la dirigenza è stata azzerata, l’allenatore Massimiliano Allegri è stato esonerato, e il club si trova a dover ripartire da zero in una fase critica della propria storia.
“Cardinale ha azzerato tutto in un secondo – sottolinea l’ex tecnico – e ora deve muoversi in fretta per trovare i sostituti”. corriere +3
La strategia chiara dietro le parole di Leao
Il caso più caldo, quello che tiene banco tra i tifosi e gli addetti ai lavori, riguarda Rafael Leao. L’esterno portoghese, che da tempo sembra aver rotto il legame emotivo con l’ambiente, ha rilasciato dichiarazioni inequivocabili sulla volontà di cambiare aria, e Capello ammette di non esserne affatto sorpreso.
“Le sue parole rispecchiano alla perfezione il suo recente disimpegno nel Milan – spiega il commentatore –. Bastava vederlo in campo”. calciomercato +3
Secondo l’analisi di chi l’ha osservato da vicino, non si tratta di un’uscita estemporanea: “Mi pare evidente ci sia una strategia, probabilmente concordata con gli agenti”. C’è poi un elemento che fa scattare un campanello d’allarme sul tempismo.
“Non so con certezza se Leao abbia già dietro una squadra – afferma Capello – ma il timing della sua uscita mi pare sospetto. E quando un calciatore parla così, ha sempre qualcosa sul tavolo”. mediaset +3
Un talento immaturo e la perdita di valore
Cosa rischia di perdere il Diavolo con la partenza del 10? Senza dubbio un giocatore di talento, capace di entusiasmare la piazza e di regalare giocate decisive; peccato che la promessa non si sia mai completamente trasformata in certezza. “Leao non è mai maturato – sentenzia Capello –.
La mia impressione è che pensasse più ad altre cose che al calcio. Che non fosse molto focalizzato sul campo, insomma”. Questa mancata crescita incide inevitabilmente anche sul portafoglio. corriere +3
Il valore dell’attaccante, secondo l’ex allenatore, è destinato a essere inferiore rispetto agli standard del 2023, quando il giocatore faceva sperare in un’evoluzione che, di fatto, non c’è mai stata. “Il prezzo lo fa sempre la domanda – aggiunge – ma chi lo prende oggi deve avere la convinzione che, cambiando aria, ritrovi gli stimoli persi a Milano”. calciomercato +3
I dubbi sulla ricostruzione e il modello Rangnick
Se il reparto offensivo rischia uno smantellamento, la situazione in panchina e in dirigenza non appare meno fluida. Gerry Cardinale sembra orientato verso soluzioni internazionali, una scelta che proprio Capello accoglie con una certa diffidenza: “Sembra voler puntare su nomi stranieri. Permettetemi, da italiano, di storcere un po’ il naso”.
Il nome caldo è quello di Ralf Rangnick, possibile supervisore dell’area tecnica, ma l’ex tecnico fatica a immaginare un adattamento simile nel calcio nostrano. gazzetta +3
“A Salisburgo e Lipsia ha saputo costruire quasi dal nulla un progetto importante – ammette –. Il Milan, però, è un’altra cosa. Soprattutto, fatico a immaginare in Italia un modello dove l’allenatore allena e basta, mentre tutto il resto lo fa un supervisore”.
C’è poi una questione logistica non da poco: come potrebbe Rangnick occuparsi del mercato di costruzione della nuova squadra mentre è impegnato ai Mondiali con la nazionale austriaca? Un rompicapo che, per Capello, rende l’operazione quantomeno complicata da realizzare. corriere +3




