Carburanti, i benzinai chiedono al Governo un tetto nazionale ai prezzi per 90 giorni

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Un tetto massimo al prezzo di benzina e gasolio, imposto per legge e valido su tutta la rete, da attivare per 90 giorni con una sola proroga possibile. È la proposta che Faib Confesercenti e Fegica hanno presentato a Roma, nel corso di una conferenza stampa al Forum 2026 di Confesercenti, per rispondere agli aumenti che nelle scorse settimane hanno riportato i listini alla pompa sopra i 2 euro al litro. Le due sigle dei gestori chiedono un intervento normativo che superi la logica degli accordi volontari tra compagnie petrolifere e Governo.

Un meccanismo a due livelli

Lo schema immaginato dalle associazioni prevede un doppio passaggio istituzionale. Il Garante per la sorveglianza dei prezzi dovrebbe accertare l’esistenza di una situazione straordinaria; solo successivamente il ministro competente potrebbe attivare il tetto con un atto motivato. La durata indicata è di 90 giorni, eventualmente prorogabili di altri 90 al massimo. Il prezzo massimo verrebbe rivisto ogni 15 giorni, sia al rialzo sia al ribasso, partendo dal prezzo industriale di fine febbraio e sommando le variazioni delle componenti di costo, più un margine di salvaguardia per le scorte.

La misura resterebbe comunque un limite: gli operatori potrebbero continuare a vendere a prezzi inferiori. In caso di rischi per l’approvvigionamento è prevista una clausola di sospensione.

Il nodo del margine di raffinazione

Il punto più delicato riguarda il margine di raffinazione, che secondo le due sigle risulta superiore alla media del 2025 di circa 21 centesimi al litro sulla benzina e di 39 centesimi sul gasolio. La quota di questo margine da riconoscere agli operatori sarebbe una scelta politica, affidata a un parametro chiamato alfa. Con alfa a 0,25 il tetto si attesterebbe a 2,04 euro al litro per la benzina e 2,02 per il gasolio; con alfa a 0,5 salirebbe a 2,10 euro per la benzina e 2,14 per il gasolio.

Le associazioni precisano che il calcolo non prova una speculazione, ma indica un’area di indagine, con un margine di incertezza di uno o due centesimi.

Le critiche ai price cap volontari

Faib Confesercenti e Fegica hanno espresso perplessità anche sulle iniziative annunciate nei giorni scorsi da Eni, Ip, Q8 e Tamoil. Secondo le due organizzazioni, si tratterebbe di interventi arbitrari di grandi imprese in posizione dominante, che distorcono il mercato, danneggiano i piccoli operatori e discriminano i consumatori: chi vive lontano dalle stazioni dei grandi gruppi non può usufruire degli sconti.

La settimana trascorsa, hanno ricordato i rappresentanti delle sigle, ha mostrato i limiti dell’impostazione volontaristica, con automobilisti in fila presso i distributori con il prezzo più basso, metà degli impianti rimasti senza prodotto per i limiti della logistica e l’altra metà costretta a tenersi le giacenze invendute. Il tetto annunciato dalle compagnie, almeno sul gasolio, è saltato già all’ottavo giorno dei trenta previsti.

Il presidente di Fegica, Roberto Di Vincenzo, ha spiegato che il meccanismo proposto è costruito «sulla scorta di atti amministrativi nazionali e europei» e che «nessuno vuole introdurre il prezzo amministrato».

Il quadro dei prezzi e l’attesa per il Mimit

Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio del Mimit, il prezzo medio in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,036 euro al litro per la benzina e 2,253 euro per il gasolio, con un lieve rialzo di un millesimo rispetto alla rilevazione precedente. Sulla rete autostradale la benzina è a 2,046 euro e il diesel a 2,271 euro. Le due sigle hanno annunciato che la documentazione sarà inviata formalmente a Palazzo Chigi e a tutte le forze politiche.

Il presidente di Faib Confesercenti, Giuseppe Sperduto, ha ricordato come il contatto con il ministero delle Imprese e del Made in Italy sia costante, citando i tre anni di lavoro comune sul disegno di legge di settore, «che speriamo venga approvato al più presto». Le associazioni attendono ora un incontro con il ministro Adolfo Urso.

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